8 ott. – “Non capisco perché questo momento di chiarimento non poteva essere pubblico”. Ha il dente avvelenato Vincenzo Branà, presidente del Cassero, lo storico circolo Arcigay bolognese e tra i più grandi d’Italia. Dalle parti della Salara non è piaciuto il modo in cui si è tenuto l’incontro di ieri nello studio di Franco Grillini, tra Guido Barilla e i rappresentanti delle più importanti associazioni lgbtq.
Per Branà “un caso che aveva interessato milioni di persone in tutto il mondo è precipitato in una stanza chiusa con poche notizie all’esterno e questo tutto a tutela di uno dei più grandi imprenditori italiani”. Per il Cassero la vicenda Barilla doveva essere gestita in un altro modo e sfruttata per dar vita ad un vero dibattito pubblico sulla pubblicità e gli stereotipi di genere. “Il terreno pubblico era il più scivoloso per Barilla” dice Branà.
Il presidente del Cassero lamenta anche di aver saputo dell’incontro solo a cose fatte ma smorza i toni dicendo che non ci sarà nessun conflitto interno all’Arcigay, “c’è semplicemente la voglia di elaborare politicamente delle vicende – assicura Branà -. Normalmente questa elaborazione avverrebbe in sedi associative, purtroppo l’errore di questo passaggio è che lo stiamo commentando sui mass media”.


