Caso Aldrovandi. Le motivazioni della sentenza

5 ott. – In 578 pagine il Tribunale di Ferrara ha reso pubblico il dispositivo con cui ha condannato quattro agenti di polizia per la morte di Federico Aldrovandi. Erano accusati di eccesso colposo nell’omicidio colposo del ragazzo morto a 18 anni il 25 settembre 2005 durante un fermo, mentre tornava a casa a piedi.

Il 6 luglio scorso, ai poliziotti Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastrini il giudice Francesco Maria Caruso ha comminato una pena di 3 anni e 6 mesi ciascuno. Nelle motivazioni della sentenza, il loro intervento viene definito «un’azione di contenimento violento, parossistico e senza esclusione di colpi», contro una persona che in quel momento, «per uno stato patologico momentaneo», stava facendo del male solo a se stessa. Il giudice definisce quella degli agenti «una colpa evidentemente grave» e la loro azione «manifestamente contraria alle regole di prudenza e diligenza cui devono attenersi gli operatori della pubblica sicurezza in casi come questi, nei quali preliminare e vincolante all’azione repressiva deve essere l’autorizzazione se non addirittura la richiesta del medico».

E’ soddisfatto l’avvocato di parte civile Fabio Anselmo, che assiste Patrizia Moretti, la madre di Federico.

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