Case popolari. Il Sunia contro la Regione: “Vuole aumentare gli sfratti”

sunia_slideBologna, 2 dic. – Questa mattina presidio del sindacato degli inquilini Sunia di fronte alla sede della Regione Emilia Romagna in vista del voto sulla nuova legge regionale per l’edilizia popolare. Quello che non piace al Sunia è l’annunciato tetto di 20500 euro annui lordi, limite reddituale per rimanere dentro le case popolari. Al di sopra di quella cifra si perderà il diritto ad un alloggio Erp. La normativa precedente – e ancora in vigore fino al voto di domani – prevede un tetto di 34 mila euro. “Questo – spiega Ivano Trentini della segretaria del Sunia di Bologna – vuol dire scatenare una guerra tra poveri, con i poverissimi che chiederanno agli operai di farsi un po’ più in là. Vogliamo che i partiti che stanno per votare questa normativa prendano coscienza di quello che stanno facendo”. Nella nuova legge ci sono investimenti per l’edilizia popolare? “Se ne parla, ma senza stanziare fondi e solo in maniera generica”.

Il Sunia ha anche attaccato la Lega, che da tempo sta tentando di far passare il principio del “prima gli italiani”, declinato concretamente con un punteggio più alto in graduatoria per chi è da più tempo iscritto alla liste. “Dicono che gli assegnatari di case popolari fanno parte di una casta, mentre la casta sono loro”.sunia1

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