20 mar. – Anche il mercato immobiliare soffre la crisi economica. Nell’ultimo anno i prezzi nelle città di medie dimensioni sono scesi del 2%, le compravendite crollate, i tempi di vendita si sono allungati. Nell’ultimo trimestre del 2008 c’è stata una vera e propria caduta del mercato, che se un anno fa valeva 140 miliardi di euro ora ne vale 118, con la prospettiva che a fine 2009 sia ridotto a 104 miliardi.
Anche i prezzi continueranno a scendere, fino all’8% nel 2009, con la prospettiva (e speranza) di una stabilizzazione nel 2010. Lo dice il primo Rapporto sul mercato immobiliare 2009, curato da Nomisma su un campione di 13 aree urbane intermedie.
Rispetto alle altre forme di investimento il mattone tiene e rimane una scelta preferita per famiglie e imprese. E il piano casa del governo? Il presidente di Nomisma Gualtiero Tamburini così proprio non lo vuol sentire chiamare. «Un piano casa è edilizia pubblica e sociale, quello del governo è un piano di rilancio dell’edilizia» fatto per spingere le imprese in un momento di crisi. Un provvedimento di cui c’è bisogno – secondo Tamburini – per il quale comunque qualche dubbio rimane: «Dobbiamo vedere se sarà in grado di muovere il mercato rapidamente».
Secondo il rapporto di Nomisma, nel 2008 Bologna ha registrato la performance peggiore nel mercato immobiliare italiano. I prezzi medi di un’abitazione nuova in centro storico si collocano tra i 3.888
euro al mq e i 4.938; fuori dalle mura si va invece dai 3.088 euro al mq ai 3.838 euro al mq, mentre in periferia il prezzo medio sta tra 2.459 euro al mq e i 3.059 euro. Cali che si aggirano, in termini nominali (variazione semestrale) attorno al -4,5% rispetto alla media nazionale che è di -1%. Analogo l’andamento degli affitti, dove si registra «un’offerta in aumento» e «una domanda in calo».

