26 ott. – “In Emilia Romagna, a fronte di 25000 famiglie in attesa di un alloggio pubblico, ci sono 2800 case sfitte. E’ un problema che dipende dalla mancanza di fondi nazionali e regionali per il recupero del patrimonio abitativo pubblico”. Il presidente di Acer Forlì-Cesena, Ellero Morgagni, ha sottolineato il punto debole delle politiche abitative pubbliche, i fondi insufficienti. Lo ha fatto insieme ai colleghi delle altre otto Aziende della Casa dell’Emilia-Romagna (Acer), presentando i dati relativi all’attività delle Aziende. Ci sono 1.800 alloggi pubblici in fase di recupero e ripristino (sfitti) e su altri 1.000 si dovrebbe intervenire a breve, ma non ci sono fondi. Mille sono in costruzione e 600 lo saranno nei prossimi due-tre anni.
Secondo lo studio, la regione ha uno dei tassi di morosità più bassi d’Italia: il 5% contro un 20% nazionale. Dal 2001, Acer gestisce gli alloggi di proprietà dei comuni con un valore della produzione che supera i 150 milioni. I nuovi progetti avviati in questi anni prevedono l’agenzia per l’affitto calmierato di alloggi privati, la mediazione sociale nei condomini e interventi di promozione dell’efficienza energetica. Ma anche l’assistenza per gli studenti: per loro è stato pensato Infostudenti, uno sportello che li supporti nella ricerca di un alloggio pubblico o privato.

