Bologna, 5 gen. – “Chi non trova aiuto arriva a pensare l’unico modo per uscire dalla violenza è uccidere o essere uccise“. E’ questa l’amara riflessione di Angela Romanin della Casa delle Donne per non subire violenza di fronte all’omicidio di via Panigale, dove una donna ha ucciso il marito. “Stavolta mi sono ribellata” ha detto Rosangela Pireddu, 70 anni, ai Carabinieri, raccontando anni di violenze domestiche subite e mai denunciate.
Dopo aver colpito l’uomo con un vaso di cristallo ha infierito sul corpo con un coltello e con forbici, provocandogli profonde ferite nella testa. Probabilmente si tratta delle stesse forbici con cui il 68enne Roberto Belletti aveva ferito alcuni giorni fa la moglie ad un gomito durante una discussione. Gli investigatori hanno infatti trovato un referto medico in cui Piredda ha dichiarato ai sanitari che l’avevano soccorsa di essere stata ferita proprio durante un diverbio. Il clima in casa era particolarmente teso e la coppia viveva da anni da separata in casa. La donna dormiva infatti in un’altra stanza, dove durante la notte si chiudeva dentro con le chiavi ed anche con un lucchetto.
“Chi subisce maltrattamenti e percosse ripetute – ha detto il procuratore aggiunto e portavoce della Procura, Valter Giovannini – deve rivolgersi all’autorità giudiziaria, perché oggi la normativa consente l’adozione di molteplici provvedimenti, che iniziano con l’allontanamento e arrivano a misure più severe”.
Anche Romanin sottolinea l’importanza di un intervento dello Stato, come l’allontanamento perché spesso una denuncia non basta. I procedimenti penali possono durare anni lasciando la donna esposta alla violenza, spiega Romanin.
Tra chi assiste alla violenza, inoltre, continua ad esserci molta omertà: “E’ importante che a reagire alla violenza non sia solo compito della donna ma di tutti”.


