Carcere minorile. “Con i controlli dell’Ausl rischieremmo la chiusura”

“E’ come nel caso dei campi di concentramento nazisti, quando la gente dei villaggi vicini non si accorgeva o non voleva accorgersi di quello che succedeva lì dentro”. Con queste parole la direttrice dell’istituto penale minorile Paola Ziccone descrive  la condizione del carcere di via del Pratello. La coltre di indifferenza  che secondo Ziccone avvolge il carcere si è rotta lo scorso 6 gennaio, quando alcuni ragazzi detenuti hanno aggredito delle guardie. “Per forza”, commenta,  “se i ragazzi vengono tenuti chiusi in stanze fatiscenti, senza la possibilità di seguire percorsi educativi perché non abbiamo le risorse, si ribellano come farebbe qualunque essere umano”. La struttura progettata per 12 persone ne ospita al momento 21, tanto da far dire alla direttrice che “se la Ausl venisse a fare un controllo, rischieremmo la chiusura”. Mancano i soldi e manca il personale: delle 23 guardie 13 sono in malattia, mentre per coprire tutti i turni ne servirebbero 16. E la situazione è destinata a peggiorare: per quest’anno si prevede una riduzione dei fondi del 40% rispetto all’anno scorso, ma già ora con le risorse del governo si riesce a coprire soltanto il vitto. Non va meglio con i finanziamenti dalla Provincia, che dovrebbero coprire la formazione professionale dei ragazzi tutto l’anno e arrivano a coprire solo 3 mesi.

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