27 nov. – Sono 1168 i detenuti nel carcere di Bologna, a fronte di una capienza di 480. Due terzi di loro in attesa di giudizio. Questi gli ultimi dati sull’istituto di detenzione della Dozza, uno dei più sovraffollati d’Italia. A denunciare la situazione non è solo la garante dei diritti dei detenuti, Desi Bruno, ma anche la presidente della Camera Penale di Bologna, Elisabetta D’Errico. Nel giorno in cui i penalisti di tutta Italia sospendono l’attività per denunciare le condizioni delle carceri italiane, a Bologna l’attacco è diretto alla Magistratura di Sorveglianza, presieduta da Francesco Maisto.
Secondo i penalisti bolognesi, il calo delle misure alternative incide profondamente sul sovraffollamento: solo negli ultimi sei mesi, alla Dozza sono arrivati altri 100 detenuti. E degli attuali 1168, solo 26 usufruiscono di misure alternative. A questo si deve aggiungere “una riduzione del 50% rispetto al 2008 della concessione di permessi premio e il numero altissimo di richieste di scarcerazione anticipata ritenute innammissibili”, spiega D’Errico, che poi commenta: “Sembra quasi che si voglia affossare la legge Gozzini”. Secca la replica di Francesco Maisto: “Non sono dati ufficiali“. Secondo il Presidente del Tribunale di Sorveglianza, i dati forniti dalla Camera Penale non sono esatti, e per questo non intende difendersi dagli attacchi né entrare nella questione.
La Garante intanto fa sapere che dal 25 novembre un detenuto ha iniziato lo sciopero della fame, dopo aver atteso invano per 10 giorni la scarcerazione anticipata.
Altri dati confermano la Casa Circondariale come il carcere col più alto numero di stranieri in Italia (70% del totale dei detenuti). Per Desi Bruno, infine, resta alta la preoccupazione per le tossicodipendenze: sono 300 i detenuti che fanno uso di droga.

