Carcerati senza frutta e verdura

17 gen. – Nessuno sta più pagando il servizio di consegna di frutta e verdura al carcere della Dozza. I prodotti che finivano fino a pochi giorni fa sui piatti dei detenuti provengono da villa Pallavicini, dove vengono raccolte le eccedenze donate gratuitamente dall’Unione Europea, da distribuire a chi ne ha più bisogno. Per i carcerati, che soffrono spesso di patologie e non hanno un’alimentazione variata, sarebbero veramente importanti per compensare ad una dieta per cui l’amministrazione penitenziaria spende solo pochi euro.

La Regione non può farsene carico. L’assessore Tiberio Rabboni ieri all’interrogazione della consigliera dell’Udc Silvia Noè ha spiegato che, ricevendo i fondi europei per il progetto non può a sua volta dare contributi per il trasporto verso la destinazione finale.

La Caritas si è fatta carico delle spese, 160 euro a settimana, da settembre 2012 ad oggi, dopo che già lo scorso aprile il servizio per mancanza di fondi. Ma l’associazione è stata chiara: la copertura era solo temporanea, in attesa che un’istituzione pubblica se ne prendesse carico: tutte le altre realtà che fruiscono di queste provvidenze, infatti, si fanno carico autonomamente di ritirare la frutta dalla piattaforma. Quindi a pagare il ritiro dovrebbe essere il Comune, che però finora non ha dato segnali.

Ce lo conferma Desi Bruno, garante regionale per i detenuti desi-bruno-post

 

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