9 giu. – Pubblici o privati che siano è comunque elevato il tasso di irregolarità nei cantieri edili di Bologna e provincia. E non si salvano nemmeno quelli per le grandi opere, come Alta velocità e Variante di valico. Durante la settimana speciale di vigilanza nei cantieri edili a Bologna e provincia, dal 17 al 21 maggio scorsi, gli ispettori della direzione del lavoro e dell’Ausl hanno visitato 117 cantieri: quasi la metà, 55, sono risultati irregolari; 290 aziende le aziende controllate e 98 le violazioni in materia di sicurezza contestate; 75 i verbali con notizie di reato inviati all’autorità giudiziaria e sanzioni per un totale di 110.000 euro.
Il problema più pressante non sono però i lavoratori in nero, ma l’elevato rischio di caduta dall’alto, dovuto, secondo William Alberghini, coordinatore dell’area prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Bologna, allo “scarso coordinamento tra le varie imprese che operano nello stesso cantiere”. Infatti, Emanuela Cigala, capo del DPL, è preoccupata dal fiorire delle partite Iva: “Lavoratori dipendenti, operai edili, che dall’oggi al domani diventano imprenditori e in realtà non hanno un’impresa ma semplicemente camuffano un rapporto di lavoro dipendente che sostanzialmente ancora continua”. Lavoratori, spiega Cigala, che spesso non hanno la preparazione idonea e rischiano maggiormente in termini di sicurezza. Sempre più diffusa è anche la catena dei subappalti “che sposta sulle spalle del singolo artigiano – continua Cigala – il rischio che l’impresa che ha assunto il contratto dovrebbe tenere per sé e gestire”.
