Bologna, 24 feb. – “I disagi di oggi sono un investimento per avere una città molto più efficiente”. Ne è convinto l’assessore del Comune di Bologna Matteo Lepore che commenta così la situazione che si è venuta a creare col cantierone Bobo. Via Rizzoli e via Ugo Bassi sventrate per i lavori di rifacimento del manto stradale, i commercianti sul piede di guerra, un centro quasi deserto. “I disagi ci sono e lo sappiamo, ma questo cantiere si doveva fare. La vera soluzione è chiuderlo nel più breve tempo possibile. Vedrete – rassicura Lepore – che alla fine tutti saranno contenti. Com’è successo per Strada Maggiore”. Per intanto però il Comune deve fare fronte alle proteste e ai disagi dei commercianti, colpiti da un calo delle clientela e del fatturato. “Stiamo lavorando per modificare i regolamenti e allargare gli sgravi anche agli esercizi commerciali non interessati direttamente dal cantiere. Quindi anche al di fuori di via Rizzoli e Ugo Bassi”, spiega Lepore. Le modifiche arriveranno “presto” e saranno retroattive. “Quindi chi ha già pagato per l’occupazione del suolo pubblico sarà rimborsato”
“Fare un cantiere come Bobo alla fine del mandato elettorale (dicembre 2015 la previsione di chiusura del cantierone, ndr) significa innanzitutto completarlo entro la fine del mandato e far vedere ai cittadini quali sono i risultati di un investimento importante. Significa – spiega l’assessore – raccontare alla città che noi siamo arrivati dopo 20 anni in cui sono cambiati cinque sindaci, dunque una grande discontinuità amministrativa in cui la politica ha preso molto di più di quello che ha dato alla città, mentre noi siamo riusciti non solo a costruire nuove scuole ma anche a finire cantieri che da tanti anni erano aperti”. Quello ex Civis era uno di questi e, a lavori ultimati, il nuovo Crealis “sarà un trasporto pubblico pulito, che attraverserà la città e fornirà un servizio che prima non c’era”.

“Siamo intrappolati dentro ad un corridio – dice il titolare di un tabacchi in via Ugo Bassi – chi sta dall’altra parte della strada non può venire da noi, quindi siamo isolati. Da ieri c’è stato un calo pesante della clientela”.

“Più che rabbia c’è disagio“, spiega Dante De Paz, titolare dello storico negozio “De Paz” in via Ugo Bassi. “Trovarsi ingabbiati indubbiamente crea anche un po’ di paura. Dovranno ricrearsi delle abitudini nuove per questo periodo, anche dal punto di vista della circolazione dei pedoni. Speriamo che il cantiere chiuda prima del previsto”.


