Bologna, 30 gen. – La proposta di legge regionale per regolamentare l’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico è stata presentata nell’ormai lontano marzo 2011. Tre anni dopo non è stata ancora calendarizzata per la discussione in commissione e per il successivo voto. “Colpa dell’ostruzionismo dell’apparato“, spiega il consigliere regionale Franco Grillini (LibDem). Il risultato è che, nonostante la presenza di una legge nazionale che dal 2007 dovrebbe assicurare il diritto alla cura, la cannabis a scopo terapeutico in Emilia Romagna non è disponibile per tutti. Anche presentandosi con la ricetta del medico di base infatti, le Ausl possono dire di no, oppure possono chiedere direttamente al paziente di pagare il farmaco, acquistato in Olanda. Alcuni arrivano così a spendere centinaia di euro al mese.
Dopo l’ennesimo rifiuto, che questa volta si è trasformato in una denuncia contro l’Ausl di Bologna, Franco Grillini, firmatario del disegno di legge del 2011 assieme a Liana Barbati e Mandini dell’Idv, ha deciso di lanciare un appello pubblico: “Abbiamo riscritto la legge la legge anche alle luce delle ultime due sentenze della Corti costituzionale. Ora però bisogna votarla, chiedo a tutti i consiglieri regionali di venire da domani nel mio ufficio per mettere il loro nome sotto la proposta di legge”. Secondo Grillini “se ci sarà la volontà politica la proposta di legge potrebbe essere approvata in un mese“. Che cosa prevede nel dettaglio il provvedimento? “Semplice, che chi ha bisogno della cannabis a scopo terapeutico possa trovarla nelle farmacie ospedaliere, senza ostacoli e ritardi. Potevamo essere la prima regione in Italia a normare la questione, è ora di recuperare il ritardo”.

