Cannabis medica. I malati alla ministra: “Sempre più difficile trovarla, serve intervento immediato”

17 lug. – Sono stanchi e spaventati, i pazienti italiani che per curarsi fanno uso di cannabis medica. Stanchi perché stanno rivivendo una situazione che si è già verificata a gennaio e ancora prima lo scorso anno, e spaventati perché hanno già visto gli effetti della mancanza di cannabis medica sulla loro salute. “Molti di noi sono rimasti senza alcuna terapia, sottoponendo corpi già provati da patologie di un certo rilievo a stress ancora peggiori”, hanno scritto in una lettera aperta indirizzata alla ministra della sanità Giulia Grillo.  Una lettera firmata “Comitato Pazienti Cannabis Medica” che racconta il calvario di malati (il comitato conta su 400 associati in tutta Italia) che, con la cannabis medica, sono riusciti almeno in parte ad alleviare le proprie sofferenze. Ora per, è l’allarme, la cannabis sta di nuovo terminando.

“Per molti di noi questa terapia ha significato trovare una terapia che ci permetta di tirare un sospiro di sollievo dai forti dolori neuropatici o cronici, dagli spasmi, dalla nausea dovuta alla chemioterapia, dai problemi devastanti dovuti all’anoressia, dalle crisi epilettiche farmaco resistenti sia negli adulti che nei bambini”. Quello che sta succedendo, ha spiegato a Radio Città del Capo Elisabetta Biavati, portavoce e fondatrice del Comitato dei pazienti, “è che molte persone ci stanno scrivendo segnalandoci la disponibilità sempre più scarsa di cannabis medica. Non basta la produzione nazionale, e le importazioni dall’estero sono troppo esigue. Il Ministero deve intervenire perché già l’anno scorso molti di noi hanno rischiato la vita”.

      Elisabetta Biavati - Comitato pazienti cannabis medica

Biavati ha già vissuto questa situazione nel 2017. Costretta ad assumere cannabis medica per tenere sotto controllo una grave patologia, Biavati un anno fa ha dovuto interrompere la terapia prescritta dal suo medico perché la cannabis non era più reperibile nelle poche farmacie italiane specializzate. Il risultato è stato l’aumento del dolore, l’insonnia e la perdita di 12 kg in un’estate. “Non voglio ritrovarmi in quella situazione, basta”, ha concluso la portavoce del Comitato. “Mossi da profonde preoccupazioni e dal bisogno vitale di poterci curare – si legge nella lettera dei pazienti alla ministra Grillo –  chiediamo il Suo intervento immediato affinché la cannabis ad uso medico sia dispensata secondo le stesse modalità di tutti gli altri farmaci prescrivibili e per i quali è prevista l’erogazione tramite il servizio sanitario nazionale; e chiediamo che sia garantita la continuità terapeutica necessaria”.

I malati chiedono anche che sia “integrato l’elenco delle patologie degli aventi diritto all’accesso alla terapia” e che i trattamenti sanitaria siano standardizzati a livello nazionale, “invece oggi – spiega Biavati – alcune Regioni si stanno impegnando, altre no. Il risultato paradossale è che in Emilia-Romagna, dove abito, siamo stati i primi a non trovare più cannabis medica perché qui ci venivano da tutta Italia, anche dalla Sicilia.

 

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Il testo completo della lettera.

“Noi siamo quei malati a cui il suo predecessore disse di aspettare che le piantine crescessero…

bene, abbiamo aspettato, intanto per molte troppe settimane ad inizio anno molti di noi sono rimasti senza alcuna terapia, sottoponendo corpi già provati da patologie di un certo rilievo a stress ancora peggiori.
Non abbiamo mai avuto un tangibile ascolto da parte delle istituzione se non una risposta della dottoressa Apuzzo in cui ancora una volta ci si chiedavadi aspettare che le cose si sarebbero risolte con importazioni, che erano in programma, aumento della produzione dello Stabilimento ChimicoFarmaceutico di Firenze…Ottimo ma in pratica? Quasi nulla che corrisponda alla realtà che NOI malati stiamo vivendo: chi di noi non sta iniziando la terapia in accordo con il proprio medico perchè non è sicuro di poterle assicurare una continuità, chi invece che è già in terapia da anni, magari perchè farmaco resistente, che non può far altro che sperare che non succeda più quello che è successo dalla seconda parte dello scorso anno,  in cui per molti di noi è iniziato una discesa nel dolore e nell’impossibilità di controllare i sintomi delle molte patologie di cui
siamo affetti…Le ricordiamo che noi siamo, in primis, persone che hanno famiglie, figli, mogli o mariti ed una vita sociale che spesso la cannabis terapeutica ci ha permesso di riottenere, dopo che moltissimi
di noi avevano perso anche solo la dignità di una vita “normale”.  Per molti di noi questa terapia ha significato trovare una terapia che ci permetta di tirare un sospiro di sollievo dai forti dolori neuropatici o cronici, dagli spasmi, dalla nausea dovuta alla chemioterapia, dai
problemi devastanti dovuti all’anoressia, dalle crisi epilettiche farmaco resistenti sia negli adulti che nei bambini.
Siamo consci che la cannabis non costituisca una panacea per tutti i mali, ne che sia un farmaco salva vita, ma sicuramente “salva” la qualità della vita delle persone su cui il trattamento con questo farmaco funziona. E per noi è tutto. Abbiamo grosse difficoltà in tutta Italia a reperire i farmaci, sono ancora pochissime le farmacie nel territorio italiano ad allestire preparati galenici a base di cannabis terapeutica di qualità e con analisi certificate, i malati devono passare ore al telefono e sobbarcarsi costi di pellegrinaggi o spedizioni, mettendo a volte a rischio la continuità della terapia.
Le farmacie, sia territoriali che ospedaliere, spesso poi non hanno approvigionamenti costanti e quindi ci si trova in una situazione a macchia di leopardo ed in alcune regioni  i malati si sono trovati in condizioni veramente terribili, senza alcun approvigionamento per intere settimane, persino in ospedali pubblici con bambini in terapia.
Mossi da profonde preoccupazioni e dal bisogno vitale di poterci curare come previsto dai nostri piani terapeutici, chiediamo il Suo intervento immediato affinché:
la cannabis ad uso medico sia dispensata secondo le stesse modalità di tutti gli altri farmaci prescrivibili e per i quali è prevista l’erogazione tramite SSN; sia garantita la continuità terapeutica necessaria;
sia integrato l’elenco delle patologie degli aventi diritto all’accesso alla terapia e alla sua erogazione tramite il SSN; sia recepito l’art 18 quater della legge di bilancio 2018, per regolare le norme a livello regionale, così da non avere una disparità nelle possibilità di accesso alla cura in base alla regione di residenza; sia assicurata l’importazione dei prodotti  a seconda delle necessità reali di noi pazienti e non venga a mancare la fornitura di quelli italiani da parte dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. siano previsti e attuati in breve tempo corsi di formazione per tutti i medici, compresi i MMG sia incentivata la ricerca su tumori, malattie neurodegenerative, epilessia e su meccanismi di funzionamento della cannabis , prevedendo fondi ad hoc anche per studi indipendenti coordinati dalle regioni siano seriamente prese in considerazione iniziative di produzione regionale di cannabis a fini terapeutici con elevati standard di qualità medica; siano avviate le attività per la definizione, all’interno del codice della strada, dei criteri che consentano il rinnovo delle patenti di guida con la definizione dei limiti entro i quali, a fronte di un uso terapeutico dimostrabile ed accertabile mediante prescrizioni mediche, non si incorra nelle limitazioni legate all’uso di sostanze stupefacenti.
In questo momento, credendo nella massima libertà,  siamo d’accordo che si parli anche di cannabis light ma chiediamo che non venga confusa con la cannabis terapeutica e che si ponga maggior attenzione su quest’ultima, al fine di prevenire i problemi che potrebbero presentarsi nei prossimi mesi di mancata continuità terapeutica in tutta Italia e trovare strategie per evitare di sentire tanti malati soffrire!Comitato Pazienti Cannabis”

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