25 gen – Dopo Toscana, Liguria e Veneto anche l’Emilia Romagna potrebbe avere una legge che faciliterà l’uso terapeutico della cannabis. La battaglia, da anni inascoltata, è stata portata avanti dall’Idv che a marzo del 2011 aveva presentato un progetto di legge sulle “Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche”. La lunga attesa fino a oggi è stata determinata dalla necessità di osservare quanto accadeva a livello nazionale sul fronte legislativo, più che da ostilità politiche. A dirlo è uno dei firmatari del disegno di legge, il consigliere ex Idv, Franco Grillini, sicuro anche del fatto che un eventuale partenza per Roma del presidente Vasco Errani (che potrebbe essere chiamato a far parte del prossimo Governo in caso di vittoria del centrosinistra), non bloccherà il provvedimento.
Il documento, che si snoda in 7 articoli, stabilisce che i derivati della cannabis possano essere prescritti sia dal medico specialista del Servizio sanitario regionale, sia dal medico di medicina generale, restando a carico del servizio sanitario regionale, salvo che non siano prescritti da medici privati (in questo caso la spesa sarà a carico del paziente). “Abbiamo emendato il testo della legge per renderlo omogeneo a quello approvato in altre Regioni e tenendo conto anche dei rilievi della Corte costituzionale, in modo da evitare contestazioni da parte del Governo”, fa sapere Grillini.
Il testo sarà votato non prima di marzo-aprile, ma Grillini è sicuro che questa sarà la volta buona. “Non credo che il progetto di legge creerà scandalo; in fondo si tratta di rendere disponibile un farmaco che oggi in Emilia Romagna è difficile da avere. Vorrei ricordare che è previsto da un decreto ministeriale del 18 aprile 2007, dell’allora ministro della salute Livia Turco e che lo stesso provvedimento è già stato approvato anche nel Veneto di Zaia“.

