29 gen. – “La condotta del Pd nazionale la capisco, sono dei buzzurri. Ma da parte del Pd regionale mi aspettavo una condotta diversa“, lo dice chiaramente il deputato uscente Paolo Gandolfi, escluso dalle liste dei candidati alle prossime elezioni politiche. Il riferimento è al segretario regionale, Paolo Calvano, che non avrebbe “nemmeno fatto una telefonata” al relatore della recente Legge sulla mobilità ciclistica. Eletto deputato nel 2013, Gandolfi era infatti diventato negli anni il punto di riferimento per il popolo che si muove sulle due ruote, le cui sigle rappresentative sono insorte online non appena sono iniziate a circolare le prime voci sull’esclusione. Messaggi di solidarietà e una campagna, #iostoconpaologandolfi, promossa dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta per contestare la perdita di “una risorsa di competenze”, come scrive su Facebook la presidentessa Giulietta Pagliaccio.
Le logiche che avrebbero mosso le scelte dei candidati si articolano su più piani, secondo il politico reggiano. Da un lato, “l’idea che abbiano fatto fuori le minoranze: io, Sergio Lo Giudice, che era senatore a Bologna, e Davide Mattiello, deputato a Torino, siamo stati letteralmente fatti fuori senza motivazione“. Dall’altro, l’elemento della fedeltà al vertice: “Nel mio collegio ospiteremo Andrea Orlando, che è di La Spezia. Evidentemente il primo posto nella lista di La Spezia è stato occupato da qualcun altro, una persona che ha perso clamorosamente la regione Liguria nelle ultime regionali”. Questa volta invece Gandolfi fa riferimento a Raffaella Paita, candidata alla Camera nel collegio plurinominale Genova-La Spezia. “Sulla base di quale logica – si domanda il politico reggiano – si deve premiare perennemente una perdente solo perché ha espresso evidentemente una fedeltà? Non sono dei criteri accettabili”.
Le battaglie di cui Gandolfi si è fatto portavoce, quelle della mobilità sostenibile, non sono evidentemente abbastanza “mainstream” ed è il motivo per cui “uno viene fatto fuori, perché ci sono altri argomenti ritenuti più interessanti”, continua. Tra queste battaglie rimane in attesa di approvazione al Senato la riforma del nuovo Codice della strada, di cui Gandolfi è autore e che ora non sa “chi potrà portare avanti”. Ma non è l’esclusione da parte di “un gruppetto ristretto di persone” a fermarlo, promette infatti di continuare ad “essere presente su questi argomenti, però senza ruoli”.


