12 feb. – Si lucidano le armi (metaforicamente) dalle parti di via Rivani, sede del Partito Democratico. Dopo la decisione del commissario Anna Maria Cancellieri di prendere tempo e rinviare di qualche giorno la decisione definitiva se presentarsi alle elezioni, Raffaele Donini, segretario provinciale, è netto. “Se si dovesse candidare – dice il segretario democratico – tradirebbe lei stessa cioè che è sempre stata, cioè un funzionario dello stato imparziale”. Se Cancellieri scendesse in campo, secondo il democratico, diventerebbe, “anche se lei dice di non volerlo”, espressione del centro destra e quindi sarebbe un “fatto molto grave anche dal punto di vista dello strappo istituzionale”. Se Donini è netto, Sergio Lo Giudice è durissimo e sul suo profilo Facebook scrive: “La candidatura della commissaria avverrebbe, col viatico di Gianni Letta, nel segno di Berlusconi: l’ennesima forzatura istituzionale di una destra senza senso dello Stato”.
Non ci va tenero, neanche Franco Grillini, consigliere regionale dell’Italia Dei Valori, secondo cui “La destra a Bologna è in mutande e fa pena perché è incapace di esprimere un candidato proprio e per questo è appeso alla sottana del commissario”. Innegabile che il Pdl speri nella discesa in campo di Cancellieri. Filippo Berselli, coordinatore regionale dei berlusconiani si dice “sereno e tranquillo” e prova in tutti i modi a convincere il commissario invitandola a “riflettere tenendo conto dell’interesse della città”. E spolvera il tono epico: “Il movimento in suo favore sta aumentando, non si sta affievolendosi. E non s’è mai vista in Italia una cosa del genere, un movimento di opinione come questo”.
Di diverso avviso è il presidente delle Acli, Francesco Murru, che in una nota dice che le candidature di Virgionio Merola, Daniele Corticelli e Stefano Aldrovandi dimostrano che ci sono “uomini e candidati bolognesi che smentiscono chi cerca soluzioni che hanno poco a che fare con le esigenze e le necessità della popolazione bolognese. Felice il popolo che non ha bisogno di eroi o di eroine“.

