12 gen. – Difende lo spirito della riforma del decentramento dei servizi sociali ma non può tacere che la sua mancata attuazione ha portato i quartieri a lavorare in ordine sparso e questo ha creato molti problemi. Il Commissario Anna Maria Cancellieri parla di come intende cambiare i servizi da qui alla fine del suo mandato alla guida di Bologna. Non “riformare, è una parola eccessiva ma organizzare meglio, riattivare una rete stretta con chi lavora nel sociale e unificare le tre Asp“. Per il Commissario alcuni aspetti si possono risolvere in pochi giorni “perché avevamo già iniziato a lavorarci” ma in ogni caso lascerò al prossimo sindaco queste indicazioni come “mio testamento biologico”. Ai nostri microfoni Cancellieri fornisce alcuni esempi pratici di cosa non funzioni e non si sottrae ad un ragionamento sulla vicenda di Devid, ed elogia Piazza Grande.
“Ci siamo accorti che qualche quartiere faceva qualcosa in più qualche altro qualcosa in meno senza che noi avessimo dato indicazione – dice – Un esempio? La chiusura di uno sportello di accoglienza per mancanza di personale, una decisione di cui non eravamo informati. Io mi sono trovata aggredita da chi mi diceva che avevamo chiuso il servizio e non lo sapevamo”.
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“Riformare è una parola eccessiva. Io voglio solo organizzare in maniera che ci sia una più stretta correlazione tra il territorio e chi poi ha la responsabilità definitiva e d’indirizzo su tutte le scelte. Questo è il primo aspetto ed è abbastanza semplice. Ci sono duplicazioni di competenze: i quartieri fanno capo a due servizi, a quello dell’assistenza e a quello del coordinamento. E’ bene che sia un unico punto di riferimento almeno per quanto riguarda l’assistenza e che sia l’unico che decide, determina, dà indirizzi e orientamenti. Questo si può fare in pochi giorni e noi ci stiamo lavorando da un po’ di tempo”.
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