Campi Aperti va in Piazza Verdi

7 ott. – Sabato 12 ottobre alle 16 l’associazione Campi Aperti porterà il suo mercato contadino in Piazza Verdi, in piena zona universitaria. Il mercatino lancerà la giornata di mobilitazione nazionale in difesa dei territori e dei beni comuni, e precederà un’assemblea (ore 18.30) organizzata dal Cua e dal titolo “I Love Piazza Verdi”.

“Un’altra tappa della campagna I Love Piazza Verdi – recita il comunicato del Cua – un nuovo obiettivo da raggiungere: portando al centro della zona universitaria un mercato biologico si vuole creare un momento largo di attraversamento di questo luogo, aperto al soggetto studentesco ma anche ai residenti e lavoratori del quartiere che vogliono conoscere un nuovo modo di comprare e consumare e, inoltre, ribadire la solidarietà con quelle associazioni, come appunto Campi Aperti, che fanno dell’allusione a un’economia altra, della costruzione di progetti di democrazia diretta e partecipata, del lavoro non alienato o sfruttato, i loro elementi fondanti”.

Campi Aperti ha anche lanciato una petizione online per la creazione di un momento settimanale fisso in cui ospitare un mercato contadino in Piazza Verdi. “Perché Piazza Verdi? Perché Piazza Verdi è il luogo di Bologna che più di ogni altro è attraversato da soggetti e tensioni culturali che, direttamente o indirettamente, ci riguardano”. Campi Aperti è un’associazione di produttori e consumatori del territorio bolognese che si impegna e lavora per il sostegno dell’agricoltura biologica e contadina. Da anni organizza mercati all’Xm24, a Vag61, a Borgo Panigale e nel quartiere Savena. Da settembre c’è anche un nuovo mercatino, negli spazi occupati dal collettivo Labàs, in Santo Stefano.

Nel comunicato di Campi Aperti anche una nota polemica ne confronti del Comune di Bologna. “I mercati contadini di CampiAperti non producono rifiuti, ma anzi praticano una forma dieducazione continua presso i/le propri/e clienti/frequentatori/trici rispetto al riciclo/riutilizzo,attivando anche l’attenzione dei/lle cittadini/e nei confronti del patrimonio comune promuovendo la cura e la manutenzione dei luoghi della città nei quali si collocano. In questi Campi Aperti ha contribuito a restituire alla comunità alcune zone abbandonate e degradate. Nonostante queste buone pratiche che sono sotto gli occhi di tutti, i mercati di CampiAperti sono assoggettati al pagamento di elevate imposte locali (smaltimento rifiuti e occupazione di suolo pubblico), al pari di realtà assai meno virtuose (pensiamo a come appare Piazza VIII Agosto al termine del mercato della Piazzola). In considerazione di ciò, CampiAperti ha chiesto – purtroppo invano – al Comune di Bologna di esentare i propri mercati contadini dalle imposte locali o almeno di ridurne sensibilmente l’importo”.

La foto del post è tratta dal sito di Campi Aperti.

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