Campagnoli abbandona la corsa e critica i vertici del Pd


6 ott. – “Per ciò che mi riguarda ho voluto dare il mio contributo perché la riflessione di Maurizio Cevenini di fronte ad un’assunzione di responsabilità così importante sia il più serena possibile ma dalla direzione del Pd doveva venire un’indicazione più precisa perché la politica significa anche assumersi responsabilità politiche nei gruppi dirigenti.” Dopo essersi sfilato dalla competizione alle primarie Duccio Campagnoli parla della futura competizione per scegliere il candidato del centrosinistra alle prossime amministrative. E non risparmia critiche ai vertici locali del Pd che dovevano a suo avviso assumersi maggiore responsabilità. “E’ importante che di fronte alla società bolognese non perduri l’idea che c’è semplicemente l’individualità delle persone – riflette pensando al possibile candidato Cevenini – accanto al candidato alle primarie poteva già esserci l’impegno aperto e responsabile di un gruppo dirigente che fa una scelta aperta di proposta politica anche se, ahimè, è diversa da quella che pensavo io”.

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Campagnoli ha deciso di non candidarsi alle primarie giudicando non soddisfacente la discussione sul programma, l’ex assessore regionale continua a pensare che il Pd e la futura alleanza devono dialogare con altre realtà. In questo senso Campagnoli non ha mai nascosto di pensare all’Udc e all’ex sindaco Giorgio Guazzaloca: “la politica per me è inclusione è anche incontro con quelli che non hanno pensato e non la pensano come me. Siccome dicono che ho un cattivo carattere ogni tanto passo la mattina a leggere i fioretti di S.Francesco. C’è una bellissima pagina dedicata al frate guardiano che manda via due cattivoni che si erano presentati al monastero ma poi Francesco lo richiama e gli dice vai a prenderli perché è con loro che dobbiamo parlare”.

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