Fondazione del Monte: costretti a rivedere gli obiettivi

8 giu. – Per Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, i tagli della finanziaria alle amministrazioni pubbliche sono un “bel problema”. Per questo, l’ente di via Donzelle, dovrà ripensare la propria attività futura. Di questo dovrà discuterà il nuovo consiglio d’indirizzo che si insedierà il prossimo 5 luglio. Il rapporto tra fondazioni, società e istituzioni è fondato sul “principio di sussidiarietà in senso stretto– spiega Cammelli- con le fondazioni come soggetti capaci di proporre nuove forme d’azione nel campo sociale e culturale e capaci di intercettare bisogni non ancora diventati domande. Con una punto fermo: non siamo una fetta dei bilanci comunali“.  La stretta sugli enti locali, però, impone nuove strategie. Il problema per Cammelli è restare “fedeli alla nostra missione” in un momento in cui emergono “esigenze acute e immediate, domande pressanti di servizi essenziali che vengono decurtati o eliminati“. La risposta, secondo Cammelli sta nei “beni immateriali“, ovvero nella capacità delle fondazioni di “attivare reti e promuovere il coordinamento tra soggetti pubblici“.

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