“Se vuoi un simbolo figurato del futuro”, scriveva George Orwell in 1984, “immagina uno stivale che calpesta un volto umano”. Come altre profezie orwelliane, anche questa sembra prendere forma, seppure simbolica, nella realtà. Sabato prossimo infatti i bolognesi che vorranno attraversare piazza Maggiore per spostarsi da un punto all’altro del quadrilatero addobbato a festa dovranno calpestare i volti, stampati in formato gigante, degli oltre 1800 lavoratori della ricerca che hanno scelto, appunto, di “metterci la faccia”. Precari e strutturati, tecnici e borsisti, assegnisti e dottorandi: tutti quelli che di ricerca vivono e che la ricerca vedono ogni giorno calpestata. Non solo dal decreto Brunetta, che tra gennaio e giugno manderà a casa migliaia di lavoratori, ma anche dai tagli previsti in “finanziaria”, che riducono molti enti a non disporre più nemmeno dei soldi per le bollette. La manifestazione di sabato è nata da un’iniziativa della rete, www.laricercacalpestata.it. In poco più di un mese ha chiamato a raccolta lavoratori della ricerca da tutta Italia, che hanno inviato le loro foto e versato un contributo di 6 euro per la stampa. Dalle 10 alle 17 di sabato i ricercatori bolognesi (questa volta in carne e ossa) saranno in piazza, sulle loro stesse facce, per spiegare con lezioni ed esperimenti l’importanza di tenere in vita la ricerca.

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