Calcioscommesse. Un Signori ‘combattivo’ ricorrerà al III grado


22 ago. – “Lo spirito sicuramente è diverso dalla prima volta che son uscito in pubblico“. E’ un Beppe Signori combattivo quello che incontra questa mattina la stampa dopo la sentenza di condanna ricevuta anche in secondo grado dalla giustizia sportiva nell’ambito del procedimento partito dalle indagini della Procura di Cremona sul calcioscommesse. L’ex capitano di Lazio e Bologna non ci sta ad essere dipinto come il “capo dei capi” della cricca di scommettitori bolognesi. E per questo andrà fino in fondo, fino all’Alta corte del Coni.

Se anche il III grado della giustizia sportiva dovesse essergli sfavorevole, Signori è pronto a riconsegnare i suoi “tre tesserini” da allenatore. L’ex bomber ammette di aver sbagliato a scommettere, “legalmente” sottolinea più volte,  su di una di quelle partite finite sotto la lente dei pm, e dice di accettare la condanna di squalifica per 18 mesi per violazione dell’articolo 1 del regolamento, che impedisce ad un tesserato di scommettere. Ma non ci sta assolutamente ad essere considerato parte dell’associazione che avrebbe tentato di controllare i risultati di alcune partite.

Una conferenza stampa all’attacco quella di Beppegol. All’attacco della Procura di Cremona, “che prima dà le notizie a voi giornalisti“, all’attacco della Procura Federale, colpevole secondo Signori di aver voluto mantenere l’impianto accusatorio dei colleghi della giustizia ordinaria, all’attacco degli inquirenti che non avrebbero ascoltato bene le intercettazioni arrivando a ritenere che fosse lui l’innominabile a cui si riferivano alcuni degli intercettati. E proprio per questo i suoi legali stanno valutando un’azione legale, una querela contro ignoti, per “una maldestra interpretazione delle telefonate”. Signori e il suo staff difensivo hanno acquistato i diritti di copia delle intercettazioni pagandoli parecchie migliaia di euro.

Get the Flash Plugin to listen to music.