7 giu. – Continuano gli interrogatori sulla vicenda calcio scommesse. Domani sarà il turno dell’ex rossoblù Beppe Signori, oggi si è presentato di fronte ai pm il suo commercialista Manlio Bruni. “Il mio assistito ha confermato l’impianto dell’accusa“, ha spiegato ai giornalisti il suo legale aggiungendo però che ” non c’era nessuna centrale di scommesse nello studio di Bruni”. All’uscita dell’interrogatorio il commercialista si è fermato a parlare con i cronisti. “Su Inter-Lecce – ha detto – ci sono state date delle dritte sbagliate e noi abbiamo giocato”. Voci che Bruni ha attribuito alla coppia Erodiani-Bellavista, accusata di truccare le partite.
Quanto a Beppe Signori, “è un mio amico e io sono il suo commercialista – ha aggiunto Bruni – ma non abbiamo fatto scommesse insieme“ . Un modo per allontanarsi da una posizione, quella di Signori, che sembra sempre difficile. Bruni in tre ore di interrogatorio avrebbe indicato Signori, a quanto si apprende, come ponte tra la fonte delle dritte, coloro che secondo l’accusa truccavano le partite, e i personaggi che permettevano le giocate a Singapore.
A peggiorare la situazione una perquisizione che ha trovato a casa del giocatore una lista di regole per giocare a Singapore senza insospettire i bookmakers italiani ed europei. Regole che riguardavano sia gli scommettitori italiani sia quelli asiatici e che darebbero valore alla tesi di Signori come “perno” del sistema per truccare le partite.
Dopo l’interrogatorio di Bruni la Procura sottolinea come la posizione del calciatore sia ormai “compromessa”.

