Calcio scommesse, 16 arresti tra cui Beppe Signori. Nel mirino anche Brescia-Bologna

1 giu. – Sedici persone, tra cui ex giocatori di serie A, calciatori di serie minori ancora in attività e dirigenti di società sono stati arrestati dalla Polizia al termine di un’indagine condotta dalla squadra mobile di Cremona e coordinata dallo Sco, il servizio centrale operativo sul calcio scommesse in grado di condizionare gli esiti delle partite.

Tra gli arrestati, la polizia ha bussato alle porte delle case anche a Bologna, ci sarebbe Beppe Signori. Secondo l’Ansa l’ex attaccante della Nazionale e bomber rossoblu sarebbe ai domiciliari. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Guido Salvini, Signori era “elemento centrale del gruppo di scommettittori di Bologna” e ha partecipato con altre persone “ad una serie di scommesse sulle partite truccate, in particolare, con riferimento alla partita Inter-Lecce, di 150 mila euro”. Agli arresti ci sarebbero anche alcuni giocatori di squadre di serie B e C e di lega Pro. Indagato il capitano dell’Atalanta Cristiano Doni. Sempre secondo il gip Salvini c’è il rischio che sia stata falsata la promozione in A della squadra bergamasca.

Signori faceva parte del cosiddetto “gruppo dei bolognesi“, esisteva anche  il “gruppo degli zingari” che agiva nell’associazione a delinquere. L’ex bomber è accusato di essere partecipe dell’associazione. Del gruppo dei bolognesi fanno parte il commercialista Francesco Giannone (considerato uno dei promotori) che sarebbe l’organizzatore delle scommesse e il collega Manlio Bruni coinvolto in 4 partite.

Le indagini sono partite sei mesi fa dopo una partita giocata a Cremona in cui erano accaduti fatti gravi. Gli investigatori sostengono di avere prove “importanti ed inconfutabili” sui 16 arrestati che riuscivano a condizionare l’esito delle partite con impegni verbali ed impegni di carattere economico. Giannone, Bruni e Signori avrebbero puntato 150 mila euro su Inter-Lecce del marzo 2011, partita che non andò a buon fine e per questo partirono delle minacce anche dal gruppo dei bolognesi rivolte al portiere della Cremonese Marco Paoloni che aveva millantato di poter condizionare la partita.

Gli indagati in tutto sarebbero una trentina.

Tutti i particolari dell’inchiesta: i calciatori e le squadre coinvolte.

Tra le carte dell’inchiesta compare anche la partita Brescia-Bologna del 2 aprile finita 3 a 1 per i lombardi. Un’intercettazione del 25 marzo dà conto di una conversazione tra Pietro Bassi, secondo l’ordinanza è “un informatore amico del direttore sportivo della Nocerina”, e Gianfranco Parlato che è uno degli arrestati. “Il Brescia prende tutto capito?” dice Bassi a Parlato. Quest’ultimo chiede “Che ha?”. “Il Bolo”. “Può essere, quello può essere”. Questa previsione viene confermata anche tre giorni dopo durante una conversazione tra Massimo Erodiani, un altro degli arrestati e Giampaolo Tagliatti, titolare di un’agenzia di scommesse. Il primo tranquillizza il secondo sul risultato della partita.
Va detto tuttavia che, al momento, Brescia-Bologna non è tra le partite che i magistrati considerano “condizionate”. Evidentemente oltre alle dichiarazioni intercettate non ci sono agli atti ulteriori riscontri.


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