Calano i depositi bancari delle famiglie

7 giu. – E’ la prima volta che accade da decenni: i depositi bancari delle famiglie emiliano romagnole sono diminuiti. Secondo quanto registrato da uno studio della Banca d’Italia nel corso del 2010 il tasso di crescita dei risparmi in banca delle famiglie consumatrici si è progressivamente ridotto. La dinamica è iniziata nel 2008, l’anno dell’inizio della crisi, che dopo redditi e occupazione sta erodendo anche i risparmi. Il segno negativo è stato registrato per la prima volta a settembre del 2010, arrivando al -5,2% a dicembre. Il calo prosegue anche nel 2011 anche se in maniera meno grave, a marzo il tasso di riduzione era del -2,6%.

In Emilia Romagna, come nel resto d’Italia, in generale c’è un recupero rispetto alla crisi economica, ma è ancora fragile e senza sicurezze. A farne le spese sono ancora i giovani: coloro che più di altri hanno pagato le difficoltà economiche, registrando tassi di disoccupazione molto preoccupanti, ora pagano anche le incertezze della ripresa, che portano a provilegiare contratti precari e di breve durata. La disoccupazione nel 2010 è stata del 5,7%, un dato migliore rispetto al 4,8% del 2009 ma che è peggiorato  per i giovani tra i 15 e i 34 anni, passando dall’8 al 10%. Il numero degli occupati sotto i 35 anni diminuisce, mentre aumenta il numero di Neet, cioè coloro che non studiano nè lavorano.

Un dato positivo fornito dalla relazione regionale di Bankitalia è quello dell’occupazione femminile. L’Emilia Romagna, insieme a Trentino Alto Adige e Val d’Aosta ha raggiunto gli obiettivi di Lisbona registrando un 59,9% di occupazione tra le donne.

 

 

 

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