17 set. – Non ci sono segni di morte violenta o ferite da colluttazione sul corpo dell’uomo trovato senza vita ieri all’interno di un furgone parcheggiato in Vezza, in zona San Donato, alla periferia di Bologna. Lo ha stabilito l’autopsia eseguita oggi, con un quadro che, in attesa dell’esito degli esami tossicologici, escluderebbe un decesso per cause violente. Tutto lascia supporre che l’uomo trovato nel cassone del Ducato Fiat in avanzato stato di decomposizione sia Pietro Pinna, artigiano di 42 anni, proprietario del furgone originario di Oristano ma residente nel bolognese. Dalle testimonianze raccolte dai Carabinieri, che hanno sentito amici e conoscenti della vittima, sembra che l’uomo, di corporatura massiccia, fosse un forte bevitore. Gli esami disposti dal magistrato dovranno chiarire se l’alcol ha avuto un ruolo nel decesso dell’uomo.
