Bologna, 12 dic. – Sono sempre meno e sempre più anziani i cacciatori residenti in provincia di Bologna. Se nella stagione venatoria 2000-2001 erano quasi 11.000 e nel 2006-2007 erano passati a 9.717, nel 2012-2013 il conto si è fermato a quota 7.136 “doppiette”. Inoltre, dal 2007 al 2013 i cacciatori con più di 60 anni sono passati dal 49% al 61% del totale, mentre gli over 70 sono aumentati dal 19% al 27%. Sono i dati diffusi ieri, in Provincia, nel corso della discussione in commissione sul Piano faunistico venatorio.
Piano che ha sollevato le critiche delle opposizioni per il mancato coinvolgimento dei consiglieri e che prevede un aggiornamento solo per quanto riguarda gli ungulati. Ad esempio per capriolo, cervo e daino sono state scelte le densità più basse tra quelle proposte dalla Regione nei casi di presenza di coltivazioni agricole vulnerabili. Valori ulteriormente ridotti in caso di presenza di più specie. Per il cinghiale, poi, “sono state individuate le soglie di danno economico massimo tollerabile con valori nettamente inferiori ai danni reali registrati in questi ultimi anni”. Nelle aree non vocate agli ungulati, cioè tutta la pianura e in molti casi la fascia collinare insieme alla bassa, la Provincia punta alla rimozione degli animali in dispersione.
Passando alla consistenza degli ungulati oggetto di controllo, quest’anno si calcolano 27.360 caprioli (contro i 28.120 del 2007), 1.310 cervi (1.250), 1.443 daini (1.176) e quasi 10.000 cinghiali. Per quanto riguarda gli esborsi che la Provincia ha dovuto affrontare a causa dei danni provocati, per il 2012 si parla di 27.628 euro alla voce caprioli (contro i 33.739 del 2008), 1.296 euro per i cervi (8.638 euro), 80.821 euro per i cinghiali (103.917 euro) e 146 euro per i daini (5.590 euro), per un totale di 109.892 euro (contro i 151.885 euro del 2008). Più stabile, invece, il conto totale degli esborsi a carico degli Atc, che nello stesso periodo è passato da 232.646 a 226.470 euro: 11.591 euro nel 2012 per i caprioli (51.418 nel 2008), 40.273 euro per i cervi (40.832 euro), 165.879 euro per i cinghiali (131.533 euro), 8.727 euro per i daini (8.862 euro).


