18 ott. – Un gruppo di lavoratori dell’ex Manifattura Tabacchi ha presentato in Procura un esposto curato dall’avvocato Marina Prosperi. Chiedono alla magistratura di esaminare la complessa vicenda che li ha portati, dopo l’abbandono di Bologna da parte della multinazionale Bat (British American Tobacco) e l’acquisizione dell’area di via Stalingrado da parte della Regione, ad essere assunti da Bv Tech che li ha riqualificati con il progetto di impiegarli nel futuro Tecnopolo. Bv Tech ha formalizzato in queste settimane la cessazione dell’attività, dal 17 ottobre i lavoratori sono a spasso (in cassa integrazione straordinaria per gli ultimi 12 mesi). Ma nell‘area, che la Regione ha acquisito da Bat ad un prezzo molto inferiore al valore di mercato (19 milioni di euro a fronte dei 50 che poteva valere), non è ancora partito il progetto del Tecnopolo per cui l’investimento è stato valutato in ben 190 milioni di euro.
Nell’esposto si chiede di capire che tipo di operazione è stata fatta sull’area di via Stalingrado e se c’è stata effettiva riqualificazione (sono stati spesi 200 mila euro di soldi pubblici) per i lavoratori. Si chiede di capire se c’è stata un’omissione di vigilanza da parte della Regione. L’avvocato Prosperi a nome dei lavoratori chiede di capire se gli enti locali hanno ottenuto in qualche modo dei vantaggi da tutta l’operazione; il prezzo favorevole con cui la Regione ha acquisito l’area era stato presentato come una sorta di risarcimento sociale per la fuga della multinazionale dalla città.
Il gruppo di lavoratori si è mosso in forma autonoma ma, spiega la delegata Fiom Paola Ferrigno, “ci siamo visti costretti perché il sindacato non si è mosso”.
Ascolta l’intervista con Paola Ferrigno, delegata Fiom Bv Tech paola ferrigno sito

