Il secondo quesito referendario (scheda gialla) chiede l’abrogazione di parte di una norma introdotta dal governo Prodi e relativa alla determinazione della tariffa del servizio idrico in base ad una “adeguata remunerazione del capitale investito”. Quest’adeguatezza della remunerazione consente di aumentare il conto ai cittadini fino al 7% in più, per remunerare il costo del capitale investito dall’azienda privata.
L’assessore provinciale Emanuele Burgin pare essere d’accordo con il Sindaco di Firenze Matteo Renzi che ha già dichiarato di voler votare No al secondo quesito del referendum sull’acqua: “se vincesse Sì” – afferma Burgin sulla sua pagina Facebook – “il giorno dopo non ci sarebbero più i soldi per il rifacimento delle fognature di Firenze. A Bologna la situazione sarebbe esattamente la stessa.” Altri post sulla pagina FB di Burgin riguardano lo stesso tema, per l’assessore all’ambiente della Provincia di Bologna: ” Si rischia il blocco dei servizi pubblici perché i Comuni non hanno i fondi. Il vero quesito per l’acqua pubblica è il primo (la cancellazione del 23 bis), il secondo potrebbe rivelarsi solo un’inutile ideologia..”
Intervistato ai nostri miocrofoni Burgin ha spiegato che andrà a votare tre sì, ma il secondo quesito sull’acqua , secondo l’assessore, “E’ più complesso” e “immaginare che i privati che investano a gratis significa che i provati non investono più”.
Intanto Virginio Merola sul suo sito ha pubblicato il suo invito al voto. Il sindaco ha fatto un appello perché tutti vadano a votare perché, dice, “è arrivato il momento di compiere un gesto concreto a difesa del futuro del nostro Paese”. Merola invita a scrivere SÌ a tutti quesiti per un futuro migliore.

