12 ago. – “A settembre credo proprio che l’esperimento dovrà essere considerato concluso“. Per l’assessore all’Ambiente della Provincia di Bologna Emanuele Burgin lo spegnimento di Sirio alle 18 va revocato. Palazzo Malvezzi non interverrà formalmente sul tema, che è di competenza del Comune, ma Burgin ha tenuto a fare le sue valutazioni, che bocciano senza appello l’idea di Anna Maria Cancellieri.
“Mi sento di confutare la teoria secondo cui il fatto che Sirio sia acceso o spento non fa alcuna differenza per la qualità dell’aria – ha detto l’assessore – una teoria costruita sulla base di dati presi non capisco bene dove. Nel centro storico non ci sono centraline che misurano le polveri, dunque nessuno lo può sapere”. Quanto ai dati in possesso dell’amministrazione: “518 ingressi in due ore sono un’auto in più ogni 10-15 secondi” e dunque secondo Burgin non si scappa “Più auto significa più inquinamento, è un risultato consolidato”. Burgin parla dell’allarme stabilità delle torri per il Civis definendo la situazione “una schizofrenia assurda, visto che da un lato fa paura un filobus che passa per il centro e dall’altra si fanno azioni che estendono l’accesso delle auto private al centro storico”.
Per l’assessore al contrario sarebbe ora di spingersi in avanti e puntare ad un centro letteralmente pedonalizzato, “senza il solito papiro di deroghe. Io mi sposto in bici quotidianamente sulle strade più rigorosamente chiuse al traffico della città, via Ugo Bassi e via Rizzoli– racconta- eppure ogni metro rischio di essere stirato da un autobus, uno scooter o un camion”.
