14 mag. – Il Cnr di Bologna ha seguito in diretta, alle 15 e 12 minuti di oggi, il viaggio di Planck, il satellite incaricato di raggiungere lo spazio per scattare la prima foto dell’universo dopo il Big bang. Partito dalla base dell’Agenzia spaziale europea della Guyana francese, farà un viaggio lungo più di un milione e mezzo di chilometri, portando con sé anche un po’ di Bologna. Uno dei due strumenti necessari per scattare l’istantanea è stato infatti ideato e realizzato proprio dall’Istituto di astrofisica spaziale e fisica cosmica del capoluogo emiliano. Il progetto ha tra i suoi obiettivi quello di realizzare mappe dettagliatissime del fondo cosmico a microonde, la luce prodotta 14 miliardi di anni fa poco dopo il Big Bang. I ricercatori si sono riuniti un’ora prima del lancio al Cnr di Bologna per spiegare al pubblico che cos’è Plack. Ascolta Fabrizio Villa, ricercatore Inaf:
Fra circa un mese Planck raggiungerà la sua orbita definitiva. Allora il suo sensibilissimo rilevatore termico, in grado di registrare il milionesimo di grado, studierà l’eco del Big bang, la traccia dei primi istanti di vita dell’universo per cercare di risalire alle sue origini e cercare di capire come si è poi evoluto nel corso del tempo. Dopo i festeggiamenti i ricercatori sono tornati al lavoro, ma per molti la serenità non è totale perché più della metà sono precari. «Senza precari, avremmo avuto solo mezzo satellite», ha spiegato Villa.
Picture by Mario Carlini/Iguana press

