3 set. – L’avvicinarsi delle elezioni politiche sta creando tensioni all’interno del Movimento 5 Stelle. Lo ha detto, senza giri di parole, Massimo Bugani, capogruppo dei grillini a palazzo d’Accursio ed ex candidato sindaco. Il fatto che i sondaggi diano in costante crescita il movimento del comico genovese, con la reale possibilità per i candidati di essere eletti e di finire in Parlamento, sta facendo crescere gli appetiti personali. Ci sarebbe questo, secondo Bugani, alla base dei tentativi di alcuni attivisti di farsi notare: “Il percorso facile per avere visibilità è tirare la corda fino a farsi mettere da parte”.
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Nel movimento, inoltre, non pochi spingono per una revisione della regola dell’ineleggibilità dopo due mandati. Una regola che impedirebbe a molte delle teste di serie locali del movimento, il consigliere regionale Giovanni Favia in primis, di candidarsi alle politiche. Su questo punto Bugani ha una sua posizione: chi è eletto deve restare legato al territorio, ed è irremovibile: “Il movimento, se vuole restare qualcosa di diverso, deve candidare persone nuove, deve fidarsi di persone nuove.” E ipotizza la nascita di una “struttura”, che potrebbe risolvere “situazioni antipatiche”
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La replica di Favia è arrivata nel pomeriggio. Il capogruppo in Regione afferma di non correre per le politiche e sottolinea che, tuttavia, qualcuno sembra averne paura.
Bugani, difende a spada tratta la scelta del comico genovese di espellere dal movimento il consigliere di quartiere Filippo Boriani, colpevole di aver già svolto due mandati come consigliere comunale per i Verdi. “Non sapevamo che avesse fatto due mandati” dice Bugani, che prosegue: “Lui ha firmato un documento dove diceva di avere fatto meno di due mandati”.
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Nel maggio 2011, quando in piena campagna elettorale era stata sollevata da Antonio Amorosi l’incompatibilità di Boriani con le regole ferre dei 5 Stelle, Bugani aveva però dichiarato che la regola dei 10 anni non valeva per i consiglieri di quartiere.
L’ex candidato sindaco, molto vicino a Beppe Grillo (“L’ho sentito anche ieri”), è tornato anche sulla contestazione di alcuni attivisti a Pier Luigi Bersani. Una contestazione di cui lui, insieme ai colleghi consiglieri comunali, era stato avvisato ma a cui aveva preferito non partecipare: “Nel mio ruolo di consigliere comunale è più giusto rompere le scatole al Pd qui dentro e non cercando altre strade”. Un distinguo, quello di Bugani, rispetto a quanto fatto da Favia, che invece era al Parco Nord. Le tensioni tra i due sono note e sedimentate nel tempo: “Abbiamo due caratteri diversi” prova a smorzare Bugani.
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