Buchi nella sanità dopo i costi del terremoto

17 lug. – Lo Stato non coprirà tutti i costi straordinari della sanità regionale creati dall’emergenza terremoto. Ci sarà “qualche milione di euro di differenza” secondo l’assessore alla sanità Carlo Lusenti, senza contare gli investimenti per ricostruire ospedali e ambulatori danneggiati. Ad oggi non si conosce la cifra esatta, ma le spese sostenute in questi mesi sono considerevoli. Sono assistiti 1500 anziani fragili, che avevano l’assistenza domiciliare, e che ora, ospitati in altre strutture regionali e nazionali costano 150mila euro al giorno. Poi ci sono i 450 anziani non autosufficienti e il punto medico di Mirandola che è scostato 500mila euro.

Per ora i terremotati hanno anche potuto usufruire dell’esenzione dal ticket, ma da ottobre sarà limitata solo a chi sarà ancora senza casa o ha perso il lavoro.

A fronte di questa situazione presto arriveranno i tagli della spending review. Lusenti attende i dettagli del decreto del Governo e nel frattempo ha avviato la verifica i bilanci delle aziende sanitarie. Un lavoro che proseguirà per fino a fine agosto, poi a settembre si deciderà come applicare i tagli.

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