Botte, insulti e umiliazioni alla moglie: commercialista allontanato da casa

Bologna, 5 apr. – Botte, umiliazioni sistematiche e insulti quotidiani alla moglie, in più occasioni davanti al figlio: “Se mi denunci mi rovini professionalmente e se mi rovini come faccio a pagarti gli alimenti?”, le diceva. Ad essere accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni continuate è un commercialista di Bologna. Nei suoi confronti il Gip Francesca Zavaglia ha emesso una misura di allontanamento dalla casa familiare, su richiesta del Pm Marco Forte. Le indagini sono della squadra Mobile.

I maltrattamenti andavano avanti da mesi e la coppia risulta aver in atto una causa di separazione giudiziale. La donna, in seguito al ripetersi di comportamenti molesti – tra cui anche la minaccia di toglierle il figlio di 8 anni – si era infine rivolta alla polizia e il marito, 47 anni, aveva ricevuto a fine 2013 un ammonimento da parte del Questore. Successivamente al provvedimento, però, la condotta dell’uomo non si è interrotta. Anzi, ci sono stati almeno due episodi violenti, il secondo dei quali ha convinto la donna a formalizzare una denuncia: nel primo caso per le botte era finita all’ospedale Maggiore con dieci giorni di prognosi; poi, nelle scorse settimane, è stata malmenata in un parcheggio di un supermercato e così ha chiamato la polizia. La Procura ha chiesto la misura di allontanamento il 25 marzo, poi emessa dal Gip e notificata all’uomo due giorni fa. La donna è tutelata dall’avvocato Aldo Savoi Colombis.

”Da legale della moglie – ha detto – premetto che le persone offese principali in queste vicende sono i figli, soprattutto quando minori, in quanto potrebbero subire traumi che si porterebbero dietro tutta la vita, e questo lo affermo sia da avvocato sia da padre di famiglia. Ed è per questo che dopo il primo episodio di lesioni subite (dopo tanti di molestie) si era deciso con la cliente di non intervenire. Però dopo il secondo non abbiamo potuto più tacere. Speriamo che questo provvedimento interdittivo emesso dall’autorità giudiziaria, che ringrazio per la celerità, riesca nell’intento, visto che l’ammonimento non aveva portato i frutti sperati”. (ANSA).

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