Bologna, 29 mag. – La Polizia ha arrestato per atti persecutori un uomo di 38 anni di origine marocchina, già noto alle forze dell’ordine. E’ accaduto martedì scorso a Bologna, in zona Massarenti. A chiamare il 113 era stata l’ex compagna, una italiana di 43 anni: l’uomo l’aveva picchiata, insultata e minacciata con un coltello puntato alla gola per ‘punirla’ dell’averlo denunciato più volte nel mese di aprile. Il tutto era avvenuto sotto gli occhi dei loro figli: un neonato di un anno e un bimbo di cinque.
La donna, dopo una lunga serie di violenze, lo aveva denunciato e cacciato di casa lo scorso inverno. Ad esasperare la donna era stato il comportamento aggressivo e violento, che l’uomo manifestava soprattutto quando rientrava ubriaco. Da allora, non accettando la fine del rapporto, l’uomo avrebbe cominciato a tormentarla. In un’occasione l’avrebbe presa a schiaffi sbattendole il viso contro uno specchio, in un’altra le avrebbe lanciato addosso una stufetta elettrica, mandandola al pronto soccorso.
Per ben tre volte, due ad aprile e una la prima settimana di maggio, la donna ha chiamato le forze dell’ordine e denunciato formalmente l’ex compagno, che ha continuato a perseguitarla imperterrito e ancora più arrabbiato.
L’ultimo episodio martedì sera, quando la donna è stata affrontata mentre usciva di casa con i due figlioletti. Dopo una serie di insulti, l’uomo le ha messo le mani addosso e le ha puntato un coltello alla gola. Lei è riuscita a divincolarsi e, dopo avere messo al sicuro i bambini affidandoli a una vicina, ha nuovamente chiamato il 113.
L’uomo è stato rintracciato nei pressi: non aveva più con sé il coltello, ma i graffi e le lesioni che la donna aveva sul collo, oltre ai precedenti episodi per i quali era stato denunciato, hanno convinto gli agenti ad arrestarlo.

