5 gen. – Sulla Bologna-Verona ci sono «ancora troppe cose che non funzionano», nonostante il raddoppio. Si esprime così, a meno di 48 ore dalla vigilia del quinto anniversario della strage di Crevalcore, il consigliere regionale del Pd Mauro Bosi, presidente dell’Associazione dei Comuni per il raddoppio della linea ferroviaria. Il 7 gennaio 2005, 17 persone morirono nello scontro fra due treni a Bolognina di Crevalcore.
Il raddoppio è stato completato, ma molte cose ancora non vanno, secondo Bosi, che punta il dito contro il cadenzamento imperfetto dei convogli, l’alta velocità, le stazioni abbandonate a se stesse. «Le corse sono aumentate notevolmente soprattutto tra Bologna e Poggio Rusco (cinque coppie di treni in più dal 14 dicembre scorso) – spiega il consigliere-, ma siamo ancora lontani dal cadenzamento alla mezz’ora promesso». Critica anche i «ritardi infrastrutturali nel completamento della stazione dell’Alta velocità di Bologna (almeno due anni ancora)», che potrebbero provocare «nuovi scossoni sull’orario e i conseguenti gravi disagi» anche per i pendolari delle linee tradizionali. «C’è poi – prosegue Bosi – un grave degrado nelle stazioni e manca ogni tipo di vigilanza e assistenza».

