Bonaccini vuole il Patto per il lavoro, sul piatto 481 milioni di euro

Bologna 20 feb.- Primo incontro in Regione per definire il futuro “Patto per il lavoro”, l’idea del presidente Stefano Bonaccini di mettere attorno ad un tavolo le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, i rappresentanti delle istituzioni, del mondo bancario, delle Università e dell’associazionismo. Il presidente ha fissato maggio come termine della consultazione che ha l’obiettivo di creare le basi per una “buona e piena occupazione”. A gelare il clima di cooperazione è intervenuto però il segretario regionale della Fiom Bruno Papignani che ha detto: “Nessun patto con la Regione se non ripudia il jobs act”. Oggi il consiglio dei ministri ha approvato i decreti attuativi del jobs act che promettono di cancellare i contratti precari.

Gli incontri promossi dalla giunta Bonaccini partono da una base: il nuovo fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) vale 481,9 milioni di euro tra il 2014 e il 2020 per ricerca e innovazione, competitività e attrattività, economia verdi e fonti rinnovabili. E poi ci sono anche i 40 milioni di euro già destinati dalla giunta regionale all’inclusione sociale.

Bonaccini ha avvertito le imprese che l’Emilia Romagna punta entro il 2020 ad accrescere le esportazioni passando dal 38% della produzione al 50% e di portare le imprese esportatrici da 25 a 30 mila.

L’assessore alle attività produttive Palma Costi ha detto che “i primi bandi su ricerca e innovazione per le imprese e per i laboratori usciranno fra aprile e giugno, insieme ai programmi di internalizzazione, così come saranno potenziati fin da subito gli strumenti per le start up e i nuovi bandi sull’energia”.

 

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