Bonaccini sentito in Procura. “Sono determinato a proseguire”

10 set. – Il segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini, ancora candidato alle primarie, è stato sentito nel pomeriggio in Procura nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “spese pazze” dei consiglieri regionali. Bonaccini ha saputo di essere indagato lunedì dopo che il suo legale, avvocato Vittorio Manes, aveva effettuato un accesso agli atti per chiarire se il suo assistito era o meno indagato. Ieri Bonaccini si era detto a disposizione dei magistrati per chiarire la sua posizione.

All’uscita dal colloquio con i pm Bonaccini si è detto “determinato a proseguire”. “Ero sereno prima, e sono ancora più sereno adesso. Perché penso che abbiamo potuto dare spiegazioni per qualsiasi eventuale addebito – ha detto il segretario – sono determinato a proseguire perché so come mi sono sempre comportato in questi anni”. A Bonaccini la Procura contesta poco meno di 4 mila euro per cene, pranzi e rimborsi chilometrici. “Sono cifre modeste che riguardano l’attività amministrativa, sono convinto che possa proseguire la campagna”. Il suo avvocato ha annunciato che chiederà che la sua posizione venga stralciata e archiviata.

Da Roma aveva parlato anche il vicesegretario del partito facendo capire che il percorso delle primarie non era stato messo in discussione. “Non sono state disdette, le primarie” per ora ci sono “guardiamo al presente”, aveva detto Guerini.

“Non ci lasciamo fermare o intimidire”, ha detto invece Matteo Richetti spiegando il proprio ritiro in un video messaggio. Al deputato del Pd, già presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, la Procura contesta 5.500 euro di spese illecite, fra cui ci sarebbero due notti in albergo a Riva del Garda per 500 euro. “Richetti chiarirà, è una persona perbene”, ha commentato Bonaccini.
Oggi ha ritirato la propria candidatura Matteo Riva del Centro democratico, chiedendo di azzerarle. Rimane in gioco invece Roberto Balzani.

Get the Flash Plugin to listen to music.