Bonaccini (Pd): «Alle primarie, anche con più candidati»

2 feb. – Senza Prodi, al Pd restano solo le primarie. Più volte è stata ribadita l’intenzione di farle di coalizione e il partito del sindaco dimissionario non esclude di proporre più candidati, come previsto dal proprio statuto. Lo ha ribadito ai nostri microfoni il segretario regionale Stafano Bonaccini, impegnato ieri in una lunga direzione provinciale del partito, a cui ha partecipato Pierluigi Bersani. Fino a venerdì sarà consultata la base, ma anche se si trovasse un nome condiviso, le primarie vanno fatte comunque, sostiene Duccio Campagnoli. L’assessore regionale uscente alle attività produttive e il presidente del consiglio comunale Maurizio Cevenini sono finora i nomi in gioco del Pd – quest’ultimo “sponsorizzato” dal cantante Gianni Morandi.

Questa mattina la giunta comunale ha destinato 1,6 milioni del fondo di riserva alla macchina elettorale, ma la data del voto anticipata è ancora incerta; dovrebbe essere definita giovedì dal Consiglio dei ministri.

«Vedo slittare il voto», ha detto Manes Bernardini, segretario della Lega Nord di Bologna, «ma questo non succede per colpa di chi deve decidere  [il ministro leghista Roberto Maroni, ndr] ma per colpa del Pd e delle dimissioni tardive del sindaco Flavio Delbono». Secondo il consigliere comunale, il Viminale «andrà avanti se la strada è spianata, ma non se ci sono appigli per fare dei ricorsi: tutto vogliamo tranne che andare a votare e poi vedere invalidate le elezioni per qualche ricorso».

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