Bonaccini festeggia il voto e stoppa Merola sul dopo Errani

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Bologna, 28 mag. – “Non mi occupo fino all’apertura del percorso che faremo di candidature alla guida della Regione e invito tutti a fare quello che sto facendo io”. Stefano Bonaccini, segretario regionale del Partito Democratico dell’Emilia Romagna e responsabile nazionale degli Enti locali, stoppa il sindaco Virginio Merola che per il dopo Errani aveva fatto il nome di Daniele Manca.

Non è il momento di discutere chi farà il presidente della Regione” incalza Bonaccini che rivendica per sé un ruolo nella vicenda. E non solo in quanto segretario regionale. Nei mesi addietro si era parlato nei corridoi di una pax democratica tra renziani e cuperliani, secondo la quale ai primi sarebbe andata la guida di viale Aldo Moro mentre ai secondi quella del partito. E il nome più sussurrato per succedere ad Errani era quello di Bonaccini.

E’ in questo contesto che le parole di Merola hanno creato non poco scompiglio in casa Pd. C’è chi legge la mossa del sindaco come il risarcimento di Bologna ad Imola per non essersi opposta all’assorbimento in un’unica città metropolitana guidata dal primo cittadino felsineo. Ma Stefano Bonaccini non sembra ancora pronto ad un passo indietro, anzi, e indica le tappe. Prima il congresso regionale, poi il candidato per viale Aldo Moro.

Bonaccini auspica un congresso “in cui non ci si divida” e sventola il pieno di voti come una sorta di antipiretico per le tensioni interne, tra cuperliani e renziani, e all’interno di questi ultimi tra quelli della prima ora e i convertiti. C’è da capire se la mossa riuscirà e soprattutto in cosa consista la “fase nuova da aprire nel dopo Errani” di cui parla Bonaccini.

Prima di tutto questo però ci sono i ballottaggi. E uno su tutti sta a cuore a Bonaccini: Modena. “Se non mi avessero offerto un ruolo nazionale mi sarei candidato” ricorda il segretario, un tempo assessore sotto la Ghirlandina, e si appella al partito locale: “Dopo il ballottaggio è opportuna una riflessione interna”. L’invito però è a rimandare al 10 giugno la resa dei conti perché prima c’è da “aiutare Muzzarelli”. E per questo, le speranze di Bonaccini sono due: che “ci si rivolga a tutti, indipendentemente da chi hanno votato al primo turno” e che Adriana Querzè, l’ex assessore che ha fatto una propria lista raccogliendo oltre il 7%, formalizzi il proprio appoggio a Giancarlo Muzzarelli.

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