13 febb. – Uno dei concerti più attesi di questa prima parte del 2013 è finalmente arrivato: questa sera al Locomotiv Club, all’interno dell’Express festival, arriva il chitarrista tuareg Bombino. Omara Moctar, questo il suo vero nome, ha iniziato a suonare da giovanissimo: anche per questo ha scelto come soprannome la parola italiana “bambino”… usando una strana grafia. Il suo primo album è firmato Group Bombino, ma dal 2011, quando è uscito Agadez, Omara ha scelto di usare solo il suo nome d’arte per identificarsi.
Con Giovanni Stinco, traduttore dal francese, abbiamo raggiunto il musicista nel suo albergo bolognese, per sapere il più possibile su di lui e sulla sua musica, diventata nota grazie all’ultimo album Nomad, disco della settimana di Humus, prodotto insieme a Dan Auerbach dei Black Keys. “Lo studio dove l’abbiamo registrato a New York sembrava più un salotto”, ci ha raccontato Bombino al telefono, sottolineando come il tutto si sia svolto in un’atmosfera molto rilassata e informale, che non sempre si riscontra in situazioni lavorative.
Abbiamo anche accennato alla questione politica, sociale e culturale dei tuareg: “La musica e gli scambi culturali con l’Europa sono importantissimi per noi”, ha detto Bombino che si è visto aprire davvero tantissime porte dalla pubblicazione dell’ultimo disco a oggi. Di certo portare a persone diverse la sua musica è stata una novità e una spinta per il musicista, che pare attivo più che mai: pensate che nei suoi live fa due set, uno acustico e uno elettrico.
Ma il futuro cosa ci riserva? “Ai miei concerti suoniamo sempre qualcosa di nuovo, proviamo brani inediti“, ci ha rivelato il chitarrista. Un altro motivo ancora per essere al club di via Serlio stasera, se mai la presenza di Above the Tree di spalla e il djset del nostro Cristian Adamo in chiusura, direttamente da Lains for laions, non siano spinte sufficienti.



