Bomba carta nel carcere di Ferrara. Per gli inquirenti un “saluto anarchico”

28 ott. – Una piccola bomba carta è esplosa domenica nel piazzale del carcere di Ferrara. L’ordigno è stato lanciato dalla strada che costeggia il penitenziario, ha superato il primo muro di cinta, ed è detonato nel parcheggio dove il personale di servizio parcheggia le proprie auto. Nessun danno, e per questo gli inquirenti non pensano ad un attentato. Più probabilmente – questa è la tesi degli investigatori – si tratta di un messaggio, o un saluto.  Il piccolo ordigno è esploso proprio davanti alle celle della sezione ‘anarchici’ dove si trovano Nicola Gai e Alfredo Cospito, i componenti del Nucleo ‘Olga’ della Fai-Fri che il 7 maggio 2012 a Genova gambizzarono l’ad di Ansaldo Nucleare Adinolfi. Secondo gli inquirenti potrebbe essere il ‘saluto anarchico’ ai due che il 30 ottobre affrontano a Genova il processo in rito abbreviato per quell’attentato. Cospito e Gai, che vennero fermati al termine di una intensa indagine di Ros e Digos pochi mesi dopo l’agguato, sono reclusi a Ferrara da qualche mese. Dopo la detenzione nel carcere di Genova Marassi prima e di Alessandria poi ne è stato disposto il trasferimento nella sezione ‘anarchici’ del carcere emiliano. Accusati di attentato con finalità di terrorismo, lesioni aggravate con finalità di terrorismo e porto abusivo d’arma da fuoco, Cospito e Gai hanno sempre rivendicato la loro appartenenza alla galassia internazionale anarchica informale e sui siti anarchici è forte la solidarietà per i due ‘compagni’ del Nucleo Olga. I due anarchici sono attesi a Genova, dove arriveranno di primo mattino, il 30 ottobre per affrontare il processo in rito abbreviato davanti al gup Magrini. I difensori hanno chiesto e ottenuto che l’udienza sia pubblica e, secondo quanto appreso, dovrebbe essere letto in aula un documento politico.

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