21 mar. – “Il Consiglio supremo della Difesa si dimentica che con la legge 244 le decisioni per quanto riguarda i sistemi d’arma sono in capo al Parlamento“, così Paolo Bolognesi, deputato Pd della commissione difesa risponde sui possibili rinvii ai tagli delle spese militari.
Secondo la relazione conclusiva dell’indagine parlamentare sui sistemi d’arma si possono risparmiare in 10 anni 2 miliardi di euro all’anno. Con la legge di stabilità del 2014 sono previsti 6,5 miliardi di euro di investimenti, cifra che può essere ridotta a 3,6 non solo evitando l’acquisto degli F35, ma rimandando l’attuazione del progetto che riguarda la forza Nec (Network enabled capability) e intervenendo sul rinnovo della flotta della marina militare. E viene avanzata una proposta: l’introduzione di un soggetto terzo con capacità di controllo sulla spesa militare per i sistemi d’arma.
Il Consiglio supremo della Difesa, nella riunione presieduta ieri dal capo dello Stato aveva rinviato la decisone alla stesura di un “Libro Bianco“, uno studio di un gruppo di esperti (da stilare entro giugno), affidato alle commissioni parlamentari (Difesa, Esteri, Finanze). Entro la fine dell’anno il “Libro bianco” dovrebbe essere sul tavolo del Parlamento, che dovrà decidere.
Per Bolognesi invece i tempi da rispettare sono altri. Già entro il 30 aprile la discussione dovrebbe riprendere in commissione. Il deputato in ogni caso avverte: tagliare la Difesa vuol dire anche tagliare posti di lavoro.
Sono soprattutto tre i settori in cui sarebbe possibile intervenire, secondo l’indagine parlamentare. Il tema più famoso sono gli F35, troppi secondo la relazione, che consiglia invece di tornare ad investire sull’Eurofighter, che garantirebbe anche un maggiore accesso alla conoscenza della tecnologia utilizzata, riservata agli Stati Uniti invece nel caso degli F35. Inoltre è necessario chiarire, secondo l’inchiesta, i troppi problemi tecnici che ancora esistono nel progetto F35. Per quanto riguarda la marina la proposta è forte: vendere la portaerei Garibaldi e dismettere i sottomarini. Terzo capitolo riguarda il poco conosciuto progetto Forza Nec, il “soldato del futuro”, una capacità militare digitale che permetterebbe ai soldati di accedere in tempo reale mappe informazioni sulla missione. E’ un progetto ancora in fase sperimentale e avrebbe un grosso limite: manca la possibilità di connessione con gli altri sistemi analoghi degli altri stati europei. Potrebbe quindi essere rinviato ad un momento successivo.
Ascolta il nostro approfondimento in Angolo B insieme ad Antonella Beccaria.

