Bologna, 10 dic. – Hanno raccolto più di 350 firme per fermare i lavori che a brevissimo porteranno alla creazione di un impianto di raccolta di rifiuti in via Ferrarese 211, nell’area del parcheggio ex mercato delle scarpe. A mobilitarsi sono stati i residenti di Don Gnocchi, Guarducci, Terzi, Faccioli, de Formigine e, appunto, via Ferrarese.
“L’impianto di raccolta dei rifiuti – dice un volantino che stanno distribuendo nel quartiere – aggrava il già precario stato ambientale della zona che è interessata dal superamente dei limiti delle polveri sottili e del rumore”. Colpa dell’autostrada e della tangenziale, spiegano i residenti che ora temono un peggioramento della situazione. “Il centro rifiuti si potrebbe fare altrove e infatti Hera aveva individuato anche altre soluzioni – spiega Giovanni Nespoli, uno dei più attivi nel comitato che sta raccongliendo le firme – Invece senza avvisarci in Comune hanno deciso tutto da soli e ci hanno presentato il progetto a cosa già fatte”. “Pochi giorni fa è stato presentato il patto di convivenza per la Bolognina, – rincara i toni una residente di via Don Gnocchi – eppure una decisione come questa è stata presa in totale assenza di dialogo e trasparenza”.
Il Centro di raccolta di via Ferrarase, dicono i documenti comunali, sorgerà su un’area di proprietà di Palazzo d’Accursio e andrà a incrementare la potenzialità di raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti nel territorio. La zona è stata scelta perché scoperta, rispetto ad altre aree della città, e perché vicina allo svincolo n°7 via Stalingrado. La superficie dedicata al progetto sarà di 3650 metri quadrati e nel centro si scaricheranno, tra le altre cose, rifiuti ferrosi, plastica, carta, vecchi frigoriferi e tv, oli e filtri motore, pesticidi, vernici e inchiostri.
I tecnici comunali hanno calcolato l’afflusso di mezzi che utilizzeranno il centro. Si parla, ogni 24 ore, di 100 mezzi leggeri e 2 pesanti. In termini percentuali un 2% di aumento del traffico leggero e dello 0,5% di quello pesante. “Impatto praticamente nullo”, si legge sul progetto definitivo del Comune datato maggio 2014. Ma i residenti non ci stanno. “Già qui c’è un livello di rumore e di inquinamento fuori controllo – ribatte Nespoli – Ora anche questo centro, e per di più vicinissimo ad un’area densamente abitata. Bisogna riconsiderare il progetto”.
“Le loro sono preoccupazioni legittime e certamente bisognerà considerare bene l’impatto sul traffico – dice il presidente del quartiere Navile Daniele Ara – Penso però che alla lunga prevarranno valutazioni positive. Dalla zona continuano ad arrivarmi segnalazioni riguardanti prostituzione e spaccio. Creare un centro di promissità, frequentato e accessibile da tutti i cittadini, non potrà che migliorare la situazione. Poi è vero, tangenziale e autostrada sono problematiche per la zona, ma come detto il problema arriva da lì. Dal centro rifiuti non arriverà nulla di cui avere paura”.






