17 giu. – Un progetto italo-ugandese per lo studio e la cura del linfoma di Burkitt nel paese africano. E’ quello attivato dall’Associazione Italiana contro leucemia, linfomi e mieloma (Ail) in collaborazione con l’Università di Makerere e il dipartimento di ematologia e scienze oncologiche dell’Università di Bologna. Il progetto, che durerà tre anni, prevede lo stanziamento iniziale di 50.000 euro.
Il budget servirà sia a creare un servizio diagnostico a distanza, sia a formare i medici specialisti ugandesi. Verranno infatti attivati sia un servizio di trasporto del materiale patologico dall’Uganda a Bologna, sia stage formativi per medici, in Italia e in Uganda.
Il linfoma di Burkitt, molto diffuso nei paesi dell’Africa equatoriale, è il tumore più frequente nei bambini in età pediatrica. Se non diagnosticato e curato in tempo, “i bambini colpiti da questa malattia sono destinati a morire in pochi mesi”, spiegano all’Ail bolognese. Il tumore prende il nome dal medico che identificò la malattia proprio in Uganda 50 anni fa.

