Bologna sotterranea. “Riattiveremo alcune visite da primavera”

28 ott. – Per riaprire le visite alla Bologna sotterranea “dobbiamo prenderci la responsabilità di partire, anche con il rischio che qualcuno non ci segua”. Ne è convinto l’assessore al Marketing urbano Matteo Lepore. Nelle prossime settinmane la giunta darà mandato agli uffici tecnici per la preparazione di un bando che servirà a scegliere un gestore unico dei canali e dei rifugi sotterranei, pubblici e privati, per 6 anni, che concorderà con l’amministrazione comunale le tariffe delle visite. “Sarà premiato chi presenterà un progetto che usi al meglio le competenze presenti sul territorio”, ha esplicitato Lepore per rassicurare le associazioni che per 10 anni hanno tenuto vivi i canali, già sentite in altre sedute della commissione a cui oggi ha partecipato l’assessore.

L’obiettivo di Palazzo D’Accursio è di riattivare alcune visite già da primavera, dopo un periodo di chiusura per manutenzione che dura ormai da due anni. L’ultimo cantiere completato ha riguardato la volta sotto piazza della pioggia. Nel piano investimenti di quest’anno, ci sono 150 mila euro da investire in due progetti per rendere accessibili le visite ai Bagni di Mario e all’Aposa, due siti di proprietà comunale.

“Stiamo dialogando coi consorzi dei Canali di Savena e Reno per collaborare e c’è anche una parte di proprietà regionale”, ha aggiunto l’assessore e ha ricordato come la maggior parte dei 67 chilometri di patrimonio complessivo sia in mano a tanti privati.

Frena sul bando il Pdl. Per Daniele Carella è “frettoloso”. Per Lorenzo Tomassini è meglio l’idea del consorzio, con un contratto “per adesioni successive”.

Lepore ha sottolineato che il gestore unico rientra nel tentativo di dare una regia unica alla promozione turistica della città già dall’inizio del 2014: “Stiamo lavorando con Bologna Congressi, la Camera di Commercio, la Fiera, le associazioni economiche” per una “evoluzione di Bologna Welcome in questa chiave”.

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