Bologna, 6 nov. – C’è il Pd, con il presidente del quartiere Navile Daniele Ara che lo invita ad “evitare le provocazioni”. C’è il centro sociale Xm24, che gli intima di “stare lontano” da Bologna. E c’è l’Anpi, che chiede a prefettura e questura di vietare la manifestazione prevista per sabato al campo di via Erbosa. Tutti contro Matteo Salvini insomma. Il leader leghista dovrebbe arrivare a Bologna proprio sabato, per manifestare contro la presenza dei “campi nomadi” in città. Prescelto sarà il campo di via Erbosa, già preso di mira dalla consigliera comunale Lucia Borgonzoni (poi spintonata e schiaffeggiata dai residenti). Iniziativa da campagna elettorale quella di Salvini, e dopo tutto il numero uno della Lega Nord ha da tempo lanciato la sua campagna “Stop invasione” contro migranti e altre categorie a lui indesiderate.
A chiedere a Questore e Prefetto di proibire l’iniziativa di Salvini c’è l’Anpi della Bolognina. “Il Comitato Direttivo della Sezione Anpi Bolognina – scrive il presidente Armando Sarti venuto a conoscenza dell’intenzione espressa dal segretario nazionale della Lega Nord Matteo Salvini di recarsi con intenti provocatori (anche a seguito di un primo grave fatto provocato il 3 scorso dalla consigliera comunale Lucia Borgonzoni), nel campo nomadi di via Erbosa, assegnato nel 1991 dall’allora sindaco Renzo Imbeni ai Sinti Italiani, parenti delle vittime della strage di via Gobetti del 23 dicembre 1990, crimine commesso dai banditi della banda della Uno bianca, condanna questa intenzione, contraria alla civile convivenza e, facendo propri gli appelli del sindaco di Bologna Virginio Merola e delle altre istituzioni che si sono espresse, chiede a Questore e Prefetto di Bologna di proibire questa iniziativa”.
Daniele Ara, presidente Pd del quartiere Navile, si rivolge direttamente alla Lega. “Deve smettere di provocare la popolazione sinti che è stanziale da decenni in questa città”, dice intervistato da Repubblica. “A me i leghisti non piacciono – scrive invece su facebook l’assessore Matteo Lepore – Non riesco ad accettare chi semina odio per guadagnare consensi”. Chiede il vitieto di Questura e Prefettura anche il deputato di Sel Giovanni Paglia che su Facebook commenta: “Comprendo che il progetto di Salvini sia quello di dare vita a una forza politica nuova d’ispirazione xenofoba e lepenista ma una piazza democratica come Bologna rifiuta i suoi propositi”. Scrive invece la consigliera comunale di Sel Cathy La Torre: “A me fa schifo chi fa campagna elettorale sulla pelle delle persone aizzando odio e razzismo! Questore e Prefetto non hanno nulla da dire?? A Bologna non vogliamo fascisti e razzisti di nessun genere!!”. “La Lega ormai usa i campi nomadi come mete di campagna elettorale. Vanno solo lì”. Lo osserva il segretario del Pd di Bologna, Raffaele Donini, a proposito del nuovo blitz al campo di via Erbosa promesso dalla Lega per sabato col proprio leader Matteo Salvini. “Occorre una politica più complessiva- dice Donini- capace di dare risposte in termini di assistenza ai minori ma anche di sicurezza e tranquillità della comunità cittadina. Bologna in questo non è seconda a nessuno”.
Infine c’è il centro sociale Xm24 di via Fioravanti, che potrebbe anche organizzare una presenza sabato di fronte al campo di via Erbosa per esprimere solidarietà e appoggio ai residenti. Per intanto c’è il comunicato. “A seguito dell’attacco della leghista Borgonzoni e all’intenzione del suo segretario di partito Salvini di realizzare un’ulteriore provocazione per sabato 8 novembre – recita una nota del centro sociale – XM24 esprime la propria solidarietà attiva alla comunità sinti di via erbosa. In questo quartiere il razzismo leghista e fascista non può avere cittadinanza e riteniamo ancor più grave che venga esercitato contro chi ha già subito con due vittime il delirio terrorista della uno bianca. Oggi come 25 anni fa, e come durante il nazismo, che sterminò nei campi circa 500.000 Rom-Sinti, la radice della cultura dell’odio non è differente e risulta ancor piu miserabile quando espressa contro una comunità per puro calcolo politico. Invitiamo i cittadini e gli antifascisti della bolognina e della città
tutta, alla vigilanza e alla presenza per la giornata di sabato 8 novembre”.
Infine c’è il candidato del centro destra alle prossime regionale, il leghista Alan Fabbri. “Nella regione rossa per eccellenza si tollerano i ‘fratelli nomadi’ che aggrediscono i cittadini – scrive Fabbri – per andare a bere un caffè in alcuni centri diventati feudi dei boss serve la Digos e se uno osa contestare le politiche pro- immigrati rischia di beccarsi minacce, con la silenziosa compiacenza della sinistra”. E ancora: “Piuttosto dei salotti radical chic, tanto cari a Bonaccini, abbiamo scelto di condurre una campagna elettorale nelle periferie dimenticate dal sistema rosso, nei campi nomadi che drenano risorse e diventano spesso centri di delinquenza, nei luoghi delle infiltrazioni mafiose, tra minacce, aggressioni e tentativi di intimidazione. Così la sinistra ha ridotto l’Emilia Romagna. Siamo qui per liberare la nostra terra da un sistema politico reso incivile da decenni di dittatura rossa”.



