Bologna. Rubano ai Salesiani 63mila euro via web. Quattro denunciati

Bolgona, 14 mar. – Una frode informatica da 63.000 euro ai danni dell’Associazione Opera Salesiana del Sacro Cuore di Bologna è stata intercettata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni dell’Emilia-Romagna, che ha denunciato quattro persone (tre ucraini e un italiano) e recuperato gran parte del denaro sottratto all’ente religioso: 53.000 euro. I truffatori, racconta l’agenzia Ansa, erano riusciti ad accedere al conto corrente postale dell’associazione, dove finiscono soprattutto le donazioni dei fedeli, grazie a un tipico caso di phishing: un paio di mail ingannevoli spedite dall’Italia e arrivate al computer dell’Opera Salesiana, con le quali sono stati carpiti i dati sensibili necessari ad accedere all’home banking. Da lì sono stati disposti due bonifici per via telematica: uno da 3.000 euro verso un conto corrente intestato a un 41enne di Piacenza, un altro più consistente, da 60.000 euro, diretto a istituto bancario di Roma dove hanno il conto gli ucraini. Ad accorgersi dell’ammanco è stato uno dei frati dell’Opera, che il 28 febbraio è corso alla polizia dopo avere consultato l’estratto conto.

Nonostante fosse venerdì, con le banche in chiusura per il fine settimana, gli investigatori della Postale sono riusciti a bloccare subito il conto destinatario del primo bonifico da 3.000 euro. Il secondo bonifico era invece stato ‘spezzettato’ su diverse carte prepagate e 10.000 euro erano già stati prelevati in contanti al bancomat, prima che le stesse carte fossero bloccate. Il giorno stesso, i tre ucraini hanno tentato di incassare gli altri 50.000 allo sportello, mostrando al direttore della banca romana una falsa fattura che attestava un pagamento di 60.000 euro per alcuni lavori, in realtà mai avvenuti, che lo loro ditta edile doveva avere eseguito presso l’istituto bolognese. Grazie alla piattaforma operativa ‘Of2cen’ (On line fraud cyber centre and expert network) che da qualche mese mette in rete le principali banche italiane con le forze dell’ordine per monitorare e prevenire le truffe telematiche, i poliziotti informatici sono riusciti a bloccare anche il resto dei soldi, poco prima che fossero incassati. Ai tre ucraini sono stati sequestrati vari documenti, oltre alla fattura falsa e ai 50.000 euro che erano già nella loro disponibilità. I quattro indagati dalla Procura di Bologna (Pm Antonella Scandellari) per truffa telematica e accesso abusivo a sistema informatico, sono gli ucraini Y.M., 37 anni, S.R., 28 e R.S. 40, residenti a Roma e con piccoli precedenti, e il piacentino M.C., 41 anni, disoccupato e incensurato. Secondo gli investigatori, è probabile che l’italiano fosse una semplice ‘pedina’ che, con questa operazione, sarebbe stato messo alla prova dall’organizzazione e ricompensato con una piccola percentuale del guadagno. (ANSA).

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