Bologna, 7 lug. – “Una minoranza? No, assolutamente”, ha risposto fieramente chi questo pomeriggio si è ritrovato a sfilare insieme a decine di migliaia di persone per il Bologna Pride. Ci sono studentesse venute “per la prima volta con la morosa al Pride”, che hanno attraversato la città forti di aver “fatto coming out da poco”, c’è chi non ne ha mancato mai uno e riconosce quanto sia “cresciuto in questi anni, raccogliendo molti appoggi esterni che forse all’epoca non c’erano. Dal punto di vista politico e dell’associazionismo, non solo lgbt”. E infatti i “corpi r-esistenti” – così lo slogan di quest’anno – non erano solo quelli che componevano le 22 realtà che hanno firmato il manifesto ufficiale, ma anche quelli di chi ha partecipato indossando una t-shirt rossa in difesa dei diritti delle persone migranti, aderendo all’appello promosso da Libera, Arci, Anpi e Legambiente.
“La comunità gay sta interpretando un sentimento molto forte – ha commentato durante la parata il sindaco Virginio Merola – non bisogna dimenticarsi che ci sono persone che muoiono affogate, bisogna saper accogliere e saper integrare”. Affianco al sindaco, l’assessora ai Diritti Lgbt Susanna Zaccaria e Roberto Morgantini, padre delle Cucine Popolari, mentre poco più avanti, tra le primissime file, l’avvocata Cathy La Torre e l’assessore alla Cultura Matteo Lepore. Entrambi bersaglio di minacce di morte su Facebook nelle scorse settimane, hanno inaugurato l’inizio della manifestazione scambiandosi un bacio come simbolo di solidarietà. “Credo di aver baciato più gente oggi che in trentott’anni di vita”, scherza La Torre, e aggiunge: “È necessaria una grande battaglia contro l’odio e l’imbarbarimento, credo che tutte le comunità afflitte da discriminazione, oppressione, debbano unirsi”.
Partito alle 16.30 dai Giardini Margherita, il corteo si è snodato per le vie del centro per farne poi lentamente ritorno dalle 19 in poi. Sul palco allestito all’interno, come di consueto, hanno preso parola gli organizzatori e le organizzatrici di un Pride che qualche partecipante è certo essere “uno dei più partecipati mai visti a Bologna”.


