27 sett. – “Un po’ tardi ma è stato un bel dono”. Francesco Guccini ha risposto così, visibilmente emozionato e assediato dai giornalisti, a chi gli chiedeva se era soddisfatto della sua premiazione. E in effetti la consegna dei due premi, il “Nettuno d’oro” del Comune di Bologna e il “Premio Provincia di Bologna”, è arrivata con pìù di tre mesi di ritardo rispetto allo scoccare (il 14 giugno) dei 70 anni dell’artista, modenese di nascista e bolognese d’adozione. Musicista, cantante, autore, scrittore e anche poeta, Guccini è stato ed è uno dei cantautori più conosciuti e importanti in Italia.
E proprio per questo è stato premiato dal Commissario di Bologna Anna Maria Cancellieri e dalla Presidente della Provincia Beatrice Draghetti. Cornice una Sala Borsa strapiena che poteva contare sulla presenza di tutto il gotha politico e istituzionale locale.
Negli anni 60 e 70 Guccini ha raggiunto il successo nazionale. Famosissimo il suo album “Radici” del 1972 che, con la ballata “La locomotiva”, lo ha reso un monumento della musica italiana. “Via Paolo Fabbri 43” e gli album successivi hanno invece ha contribuito a far conoscere Bologna e un certo modo di intendere la bolognesità al grande pubblico. E proprio a chi lo sollecitava ad esprimersi sulla situazione politica e culturale della città, Guccini ha risposto: “non vivo più a bologna da 10 anni ma la speranza non muore mai”. E poi ha evitato di aggiungere altro.

